Papa Leone a Torrevecchia: «Caritas segno di amore verso i più vulnerabili»

Una comunità che resta accanto alle fragilità del territorio e costruisce relazioni di vicinanza. È il volto della parrocchia romana di Santa Maria della Presentazione, nel quartiere di Torrevecchia, che domenica 8 marzo ha accolto la visita pastorale di Papa Leone XIV.

Durante l’incontro con anziani, malati e operatori della comunità parrocchiale, il Papa ha rivolto un saluto e un ringraziamento particolare a quanti sono impegnati nel servizio della carità: «Una parola di ringraziamento a tutti coloro che lavorano nella Caritas diocesana e nella Caritas della parrocchia. È davvero importante avere questi segni dell’amore di Dio alle persone tante volte più vulnerabili: quelle che soffrono, per età, per malattia, per situazioni sociali, perché sono emigrati, perché non hanno il necessario per vivere».

Nel suo intervento il Santo Padre ha voluto sottolineare anche il valore di ogni persona, soprattutto nelle situazioni di maggiore fragilità: «Ognuno di voi ha tantissimo valore, perché tutti siamo creati a immagine di Dio. Condividiamo la stessa dignità di figli e figlie di Dio». La presenza degli anziani e dei malati – ha aggiunto – è già una testimonianza: «La vostra voce, la vostra presenza, le vostre preghiere, anche la vostra sofferenza hanno un valore grandissimo nel mondo di oggi».

Durante l’incontro Ilaria, una volontaria della Caritas parrocchiale, ha portato il saluto della comunità presentando al Papa una piccola rappresentanza di anziani, poveri e persone fragili. «Sono testimoni di una vita donata, custodi di saggezza e portatori di quella fragilità umana che non è un peso, ma un richiamo all’amore e alla solidarietà», ha detto. L’impegno della Caritas, ha spiegato, vuole tradursi non solo in un aiuto materiale ma soprattutto nell’incontro e nell’ascolto delle persone, riconoscendo la loro dignità.

La visita si è svolta in una realtà parrocchiale che vive accanto a un territorio complesso. «Questa zona è composta da tre grandi realtà – spiega il parroco don Paolo Stacchiotti -: la parte residenziale di Torrevecchia e quelle di Bastogi e del cosiddetto “Bronx” di Torrevecchia, con fragilità non solo materiali ma anche umane». Qui molte persone «soffrono la mancanza della presenza delle istituzioni e hanno perso fiducia», ma allo stesso tempo emerge «una grande voglia di riscatto».

In questo contesto la comunità parrocchiale cerca di esserci e accompagnare le situazioni di difficoltà. «C’è una grande generosità dei parrocchiani, che si spendono molto a livello di carità – sottolinea il parroco -. Il nostro compito è aiutare temporaneamente chi è in difficoltà, per accompagnare le persone verso una maggiore autonomia».

Un impegno che si esprime anche attraverso la Caritas parrocchiale. «Ogni sabato mattina distribuiamo pacchi alimentari – racconta Tommaso, volontario -. Seguiamo circa 190 persone grazie alla generosità dei parrocchiani e alla collaborazione con il Banco Alimentare». Oltre alla distribuzione dei generi di prima necessità, la Caritas sostiene famiglie in difficoltà anche con aiuti per bollette o farmaci e promuove iniziative di prevenzione sanitaria insieme alla Asl Roma 1.

Nel salutare la comunità, Papa Leone XIV ha incoraggiato a proseguire su questa strada, ricordando come, proprio attraverso la vita delle parrocchie e i gesti di attenzione verso chi è più fragile, si costruiscano relazioni di vicinanza e solidarietà.

Foto: Vatican Media

Il discorso integrale di Ilaria Angelini, volontaria Caritas, al Santo Padre Leone XIV

Santo Padre,
con profonda commozione e filiale affetto, Le presentiamo oggi questa piccola rappresentanza di anziani, poveri e fragili, che raccontano una parte preziosa e vitale della nostra Parrocchia.
Sono testimoni di una vita donata, custodi di saggezza e, spesso, anche portatori di quella fragilità umana che non è un peso, bensì un potente richiamo all’amore e alla solidarietà.

In un tempo in cui la “cultura dello scarto” corre il rischio di isolare chi è più debole, questa nostra Comunità vuole essere un segno di speranza, affinché nessuno si senta abbandonato e lasciato solo, e perchè crediamo fermamente che la dignità della persona umana è centrale in ogni fase della vita, a prescindere dalle condizioni socio-economiche dell’individuo.

In questa prospettiva si inserisce l’opera della nostra Caritas parrocchiale, strumento che rende Santa Maria della Presentazione una comunità “che ama” e che con grande generosità si fa carico dei bisogni dei più deboli che ogni giorno bussano alla nostra porta, per avere un aiuto materiale o anche una semplice parola di conforto. Vorremmo che l’opera della nostra Caritas si traducesse non solo in questo soccorso, ma soprattutto nell’incontro e nell’ascolto, tratti che riconoscono la dignità delle persone contro ogni forma di marginalizzazione in un territorio che troppo spesso viene ricordato per i fenomeni malavitosi, per il disagio sociale e per le povertà sia materiali che spirituali che lo abitano.

Non Le nascondiamo che, a volte, nella nostra fragilità umana noi operatori Caritas ci lasciamo prendere dallo sconforto di non aver fatto abbastanza. Sentiamo forte perciò il bisogno di affidarci alla Provvidenza e all’intercessione della Vergine della Presentazione.

Santità, Le chiediamo di benedire questo nostro servizio e questa comunità parrocchiale affinché sappia sempre vedere nei più fragili, negli anziani e nei poveri, un dono da accogliere e una ricchezza preziosa e Le diciamo grazie per il Suo sostegno e per la Sua paterna vicinanza.

 

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