Venerdì sera la “Via Crucis degli Invisibili” ha attraversato le strade intorno alla Stazione Termini, luogo di riparo per molte persone senza dimora. Un cammino promosso dalla Caritas diocesana e dalla basilica del Sacro Cuore di Gesù, con sette stazioni animate da volontari, operatori e dagli ospiti dell’Ostello “Don Luigi Di Liegro”.
Un percorso di preghiera e condivisione che ha reso visibile ciò che spesso resta ai margini. Passo dopo passo, la comunità si è fatta prossima a chi vive condizioni di fragilità, portando nel cuore storie, volti e ferite troppo spesso ignorate.
«Questa sera vogliamo pregare per tutti gli invisibili della nostra città, ma anche per gli invisibili della storia, soprattutto per quanti vivono nei Paesi dilaniati dalla guerra. Non possiamo tacere la sofferenza e le lacrime di questa povera gente».
Nel cuore della Via Crucis, la meditazione si è fatta essenziale, riportando tutti al significato più profondo della croce:
«Gesù, il rifiutato, non rifiuta nessuno.
Gesù, lo scartato, non scarta.
Gesù, abbandonato, non abbandona.
È lui la via della pace».
A guidare le meditazioni è stato mons. Michele Di Tolve, vescovo ausiliare della diocesi di Roma, che ha invitato a riconoscere nell’altro il volto di Cristo, da incontrare e custodire nella vita quotidiana. Un richiamo semplice e diretto, che interpella le coscienze e chiede uno sguardo capace di fermarsi, accogliere, prendersi cura.
Portando la croce tra le strade della città, i partecipanti si sono fatti carico del grido degli invisibili, affidandolo allo Spirito e invocando il dono della pace, perché cessino i conflitti e si interrompano i progetti di guerra e di devastazione.
Foto: © Caritas Roma







