Suor Silvia e suor Carla, volontarie al Centro di ascolto della Caritas di Roma in via delle Zoccolette, incontrano ogni settimana le donne trattenute nel CPR di Ponte Galeria, offrendo ascolto, presenza e dignità in un luogo segnato da attesa e fragilità.
“Ci sono notti, in questo tempo, in cui l’umanità sembra smarrirsi. Eppure, proprio lì, nel cuore della notte, il Vangelo continua a ostinarsi”.
È questa la sfida che abbiamo accolto nel cuore quando ci è stata chiesta la disponibilità ad incontrare le donne presenti al Centro per il Rimpatrio di Ponte Galeria.
Siamo partite il novembre scorso con la consapevolezza che non era tanto importante fare progetti o proporre iniziative, quanto aprire spazi di relazione con le donne, rispettando i ritmi, i silenzi e la situazione personale di ognuna di loro.
Questa disponibilità e apertura di mente e cuore ci ha permesso pian piano di instaurare una relazione e, soprattutto, vivere incontri semplici, ma ricchi di umanità, con le donne.
Pur nella differenza dei giorni di permanenza anche un solo incontro è prezioso perché regala loro una boccata di aria fresca e a noi restituisce la certezza che ogni persona è “una storia sacra”.
Abbiamo scelto di incontrarle una volta alla settimana, sempre di mercoledì, in modo da creare un appuntamento atteso e desiderato sia da loro che da noi.
In questo servizio sperimentiamo l’importanza di entrare nel loro ambiente e nelle loro Storie con discrezione e rispetto, di attendere e accogliere con pazienza i loro diversi stati d’animo, di essere presenti in modo gratuito e disinteressato facendo i conti con l’impotenza.
Riconosciamo e tocchiamo con mano che nella fragilità, dovuta alla solitudine e alla mancanza di libertà, ci incontriamo tutte a prescindere dalla lingua, dalla provenienza, dalla diversità di cultura e religione.
Viviamo questo servizio in dialogo aperto con altri operatori dei servizi per migranti e rifugiati della Caritas di Roma che da più tempo sono presenti al CPR di Ponte Galeria per offrire un sostegno alle persone lì ristrette.
Sentiamo importante e fondamentale lavorare in rete, condividendo competenze e sensibilità, in modo da sostenere insieme il cammino di questa umanità ferita e comunque desiderosa di libertà e dignità.
Sr. Silvia e sr Carla