Carissime, carissimi Animatori della carità,
desidero augurare ad ognuno di voi e ai vostri cari, una Buona Pasqua del Signore!
Desidero pure rinnovare a tutti voi il mio profondo ringraziamento per quanto di buono e di bene fate e testimoniate a coloro che abitano la vostra vita, a partire dai più piccoli tra noi, che Dio Padre ha posto sul vostro cammino.
In un tempo così difficile, imprevedibile per il dolore che esprime in molteplici luoghi della terra afflitti da guerre e da conflitti che non sembrano porre limiti alle capacità di distruzione umana, è proprio grazie alla passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo che possiamo annunciare e coltivare la Speranza in ogni luogo, con ogni persona.
Partiamo da qui per annunciare gioia, vita e appunto speranza nel prenderci cura dei nostri cari, di quelli che sono a noi più vicini ogni giorno e di quelli che sono nella sofferenza per una o più forme di povertà, aggravata spesso dalla solitudine.
Grazie per il vostro non arrendervi, non rassegnarvi e per il vostro continuare ad impegnarvi nel piccolo come nel grande della vostra missione!
La luce che ci unisce in questo cammino a volte così imprevedibile e sorprendente che Dio Padre traccia per ognuno di noi, sono proprio quelle parole che il Vangelo ogni Giovedì Santo ci dona “Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché io lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13, 12-15).
In questi versetti vi è la postura del nostro servire, del nostro operare e all’augurio Pasquale desidero unire quello di poter rinnovare ogni giorno quello spirito di servizio gratuito che costituisce in fondo un
punto d’incontro con coloro che non credono, o che sono alla ricerca, attorno al valore della fratellanza universale.
Un saluto e un abbraccio fraterno!
Giustino Trincia
direttore Caritas diocesana di Roma