Chi sono oggi i “nuovi italiani”? Quali percorsi, domande e sfide attraversano i giovani con background migratorio che vivono nel nostro territorio? A queste domande prova a rispondere la ricerca “I nuovi italiani nelle diocesi del Lazio”, promossa dalla diocesi di Roma e realizzata dall’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo (Iriad).
I risultati saranno presentati venerdì 8 maggio nella parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina, a Roma. L’incontro si aprirà alle ore 19 con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina, per poi proseguire con la presentazione dello studio a cura dei ricercatori Fabrizio Battistelli e Francesca Farruggia.
Secondo la definizione di Eurostat, le seconde generazioni sono persone nate nel Paese di residenza da almeno un genitore nato all’estero. Ma la ricerca va oltre la semplice classificazione anagrafica: mette al centro percorsi di identità, appartenenza e relazioni sociali. Si tratta di giovani per i quali l’esperienza migratoria è mediata, vissuta attraverso le storie familiari e il contesto in cui crescono.
Il lavoro rappresenta la seconda fase di un’indagine avviata nel 2024, inizialmente concentrata sul territorio di Roma. In questa nuova tappa, l’analisi si è estesa a tutto il Lazio, offrendo uno sguardo più ampio e articolato. «Dopo una prima fase esplorativa e qualitativa – sottolinea don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma – si è scelto un approccio quantitativo, allargando la ricerca all’intero territorio regionale».
L’indagine ha coinvolto 1.083 giovani tra i 12 e i 19 anni, residenti a Roma e nei capoluoghi di provincia – Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti. Il campione comprende sia ragazzi italiani sia nuovi italiani, che hanno risposto in forma anonima a un questionario.
L’ampliamento territoriale ha permesso di superare una lettura esclusivamente metropolitana dei processi di integrazione, mettendo in luce contesti diversi, con opportunità e servizi differenti. Ne emerge un quadro complesso, che chiede ascolto e attenzione, ma anche politiche e interventi capaci di accompagnare davvero i percorsi di crescita e inclusione.
All’incontro dell’8 maggio interverranno, tra gli altri, Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale della Regione Lazio, Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale, e il vescovo Stefano Sparapani, presidente della Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza episcopale laziale. Le conclusioni saranno affidate al cardinale Reina.