Al Ferrhotel il “Giardino condiviso” diventa realtà

Il “Giardino condiviso” del Centro di accoglienza Ferrhotel è diventato realtà e, nel mese di giugno, ha aperto le porte ai cittadini grazie all’iniziativa “Hara Baag”, che in urdu/hindi significa “giardino verde”. L’evento, organizzato insieme all’Università LUMSA nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata Internazionale del Rifugiato, ha raccontato un percorso nato dalla cura dello spazio comune e cresciuto attraverso relazioni, partecipazione e condivisione.

Il pomeriggio si è aperto con l’accoglienza dei partecipanti, la visita al giardino, alla mostra fotografica e al video dedicato all’esperienza realizzata con gli ospiti del Ferrhotel. A seguire, la tavola rotonda “Hara Baag. Il giardino condiviso al Ferrhotel: prendersi cura dello spazio comune per coltivare relazioni generative”, condotta dalla professoressa Maura Benedetti dell’Università LUMSA e dell’associazione BuonAbitare.

All’incontro sono intervenuti gli ospiti del centro; Flavio Panella, coordinatore del Ferrhotel; Elisa Murgia, ex volontaria del servizio civile e operatrice Caritas; le studentesse LUMSA Alice Cristofani ed Elena Gullo; e Carmine Tesauro, operatore del Ferrhotel. Al centro del confronto il progetto realizzato attraverso l’approccio della psicologia di comunità, che ha coinvolto studenti, operatori e ospiti nella cura dell’orto e del giardino.

Particolarmente significative le testimonianze degli ospiti. «Questo giardino è un laboratorio vivo di incontro e speranza. Coltivarlo insieme significa far crescere la fiducia nel futuro, trasformando la terra in una casa per tutti dove ognuno può lasciare il proprio segno. Nel mio futuro ci sarà sempre il ricordo di questo giardino, simbolo di speranza e di vita condivisa», ha raccontato Ibrahima Camara.

Anche Vadim ha condiviso il valore personale di questa esperienza: «Il giardino era una vera passione di uno degli ospiti del Ferrhotel, Yasin. Questo mi ha dato la motivazione per credere che anche io, in futuro, troverò qualcosa che mi appassionerà».

La giornata si è conclusa con l’aperitivo del BuonAbitare, “sapori dal mondo”, preparato con ricette internazionali e prodotti dell’orto, e con una cena comunitaria insieme agli ospiti, ai volontari e ai partecipanti alla tavola rotonda. Un momento semplice e familiare, reso ancora più speciale dall’utilizzo della griglia proveniente dal progetto “Valori ritrovati”.

“Hara Baag” ha mostrato come un giardino possa diventare molto più di uno spazio verde: un luogo in cui prendersi cura della terra significa anche prendersi cura delle relazioni, trasformando l’accoglienza in incontro e lo spazio comune in casa condivisa.

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