Nel pomeriggio di sabato, durante la celebrazione della Messa prefestiva presso la Casa Famiglia Caritas di Villa Glori, la comunità si è raccolta in preghiera per ricordare con affetto Michele Sabino, storico custode della struttura, recentemente tornato alla casa del Padre.
Prendendo spunto dalla liturgia, in particolare dalla parabola del seminatore (Mt 13,1-23), don Donato Palminteri, sacerdote collaboratore della Caritas da molti anni, ha ricordato come Dio, il Divino Seminatore, non si stanchi mai di seminare speranza, fiducia e vita nel cuore dell’uomo. Dalla creazione alla storia personale di ciascuno, il Signore continua a spargere il buon seme del suo amore, attendendo con pazienza che porti frutto.
«Anche Villa Glori – ha sottolineato il celebrante – è un terreno fecondo nel quale Dio ha seminato abbondantemente. Qui tante persone hanno ritrovato non solo un riparo, ma soprattutto dignità, fiducia e la possibilità di ricominciare, reinserendosi nella società attraverso un autentico percorso di rinascita umana e spirituale».
In questo terreno buono Michele Sabino ha lasciato un’impronta indelebile. Non è stato soltanto il custode della struttura, ma un custode di relazioni, capace di accogliere con discrezione, ascoltare con pazienza e servire con umiltà. Chi lo ha conosciuto ricorda la sua umanità, la sua disponibilità, il suo sorriso rassicurante e la sua presenza silenziosa ma costante.
Nei momenti di fraternità era spesso lui ad accendere il fuoco, non solo quello del barbecue, ma anche quello della convivialità, con la semplicità dei suoi gesti e la saggezza dei suoi consigli. Con la pazienza del buon contadino si prendeva cura degli spazi verdi e dell’orto della Casa Famiglia, quasi a ricordare che coltivare la terra significa anche coltivare la speranza e prendersi cura della vita.
Al termine della celebrazione è stato affidato Michele alla misericordia del Padre, nella certezza della fede che il Signore, il Seminatore instancabile, raccoglie ora il frutto della sua vita generosamente donata. La comunità di Villa Glori conserva con riconoscenza il ricordo di un uomo semplice e buono, che ha saputo trasformare il servizio quotidiano in una concreta testimonianza di carità evangelica.