Nell’intervista a Roma Sette, il direttore della Caritas di Roma Giustino Trincia si sofferma sui progetti dell’organismo diocesano sostenuti dai fondi 8xmille: dall’impegno per il contrasto alla povertà abitativa e poi mense, centri di ascolto, empori della solidarietà e l’iniziativa dei “Quartieri solidali”.
Mense, centri di ascolto, empori della solidarietà, compreso uno nuovo nel quartiere Don Bosco, il programma “Quartieri solidali” dedicato agli anziani: i progetti diocesani sostenuti dai fondi 8xmille sono numerosi e rappresentano il variegato impegno della Caritas di Roma. Qual è il filo conduttore di questi progetti?
La Caritas è l’ufficio del vescovo che promuove la testimonianza della carità nelle comunità ecclesiali. Per farlo si avvale delle “opere segno” – ostelli, comunità alloggio, case famiglia, mense, empori, ambulatori, centri di ascolto, attività per l’infanzia e l’inserimento lavorativo – in cui la comunità ha l’opportunità di incontrare i fratelli e le sorelle in difficoltà, prendere coscienza delle ingiustizie e delle solitudini. La chiamiamo “pedagogia dei fatti”, perché le diverse comunità – a partire da quella ecclesiale ma non solo – possono sperimentare concretamente che la cura del fratello è qualcosa che ci riguarda tutti: è nel Dna del nostro essere cristiani.
Il filo conduttore è allora quello di prendere coscienza delle difficolta, condividerle e testimoniare la presenza della nostra Chiesa nella città. Per questo l’apporto dei fondi 8xmille diventa essenziale nello sviluppare progetti innovativi e rispondere celermente alle esigenze delle comunità parrocchiali.
Ci può dare qualche cifra aggiornata sull’impegno della Caritas a Roma?
A Roma si trovano circa cinquanta opere promosse direttamente dalla diocesi, altre nate su iniziativa delle comunità parrocchiali e sostenute dalla diocesi, per non dimenticare le numerose altre testimonianze ecclesiali di associazioni e movimenti. Un sistema che trova la sua ramificazione principale nei 247 centri di ascolto parrocchiali collegati tra loro in rete e dai tre centri diocesani di ascolto che, nel 2024, hanno incontrato e aiutato ben 20.973 nuclei familiari. Sempre nel 2024, nell’ambito dei servizi Caritas, sono stati distribuiti 320mila pasti, accolte 1.732 persone, curati negli ambulatori 4 mila pazienti esclusi dal Servizio sanitario nazionale, assistite nelle loro case 280 famiglie, distribuiti alimenti nei cinque empori a 1.684 famiglie.
Si tratta di iniziative che nel 75% dei casi vengono finanziate da convenzioni con gli enti locali – Comune, Regione, Prefettura – e nel 14% da donazioni di privati. Il restante 11% è finanziato attraverso i fondi 8xmille, con progetti della diocesi oppure attraverso i progetti della Conferenza episcopale per la carità.
Ci sono altri progetti sostenuti dall’8xmille, e tra questi l’impegno per venire incontro alla povertà abitativa nella Capitale d’Italia, grazie a un Fondo intitolato a un compianto sacerdote che lavorò circa 50 anni nelle periferie romane. In cosa consiste questo progetto?
Il diritto alla casa è una questione di diritto primario e di giustizia sociale ma negli ultimi anni si vede allargare sempre più il numero e i profili di persone che a Roma ne sono esclusi e si trovano quindi a vivere in condizioni di crescente marginalità e disuguaglianza sociale. A ciò si aggiungono tutte quelle situazioni, sia individuali che familiari, di sofferenza abitativa, soprattutto legata al forte impatto dei costi di affitto sul reddito posseduto e che vedono ai primi posti coppie giovani, famiglie mono genitoriali, famiglie con bassa intensità lavorativa, lavoratori poveri.
Per questo motivo, dopo aver attivato risposte diversificate al bisogno abitativo – pagamento delle utenze; contributi economici per alleviare la morosità immediate; l’accoglienza in alloggi temporanei di singoli e famiglie sfrattate o senza alloggio -, la Diocesi di Roma ha deciso di dedicare alla memoria di don Roberto Sardelli un Programma di housing sociale: in 13 appartamenti, messi a disposizione dal Vicariato e dalle parrocchie, sono accolte 33 persone, singoli e nuclei familiari, in un percorso di accompagnamento all’autonomia abitativa.
Caritas vuol dire anche l’attenzione alle periferie e lo sguardo all’arte per incontrare i giovani. A cosa avete pensato per incrociare una fascia di età che è poco presente nelle nostre chiese?
Proprio nel 2024 è stato inaugurato il Polo della carità “Don Pino Puglisi” al Tiburtino Terzo: un centro della Diocesi ristrutturato dalla Fondazione Caritas con i migliori criteri di ecosostenibilità e che ora è diventato un punto di riferimento per i giovani del quartiere. All’interno è nato un Centro di aggregazione giovanile, vi si svolgono laboratori artistici, attività sportive e vi è anche un centro per l’inserimento lavorativo dei più fragili e uno spazio d’incontro delle Caritas del settore Nord. Vi trovano spazio anche alcuni giovani rifugiati che vivono nella struttura che vengono integrati nelle attività con i ragazzi locali.
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Foto: diocesi di Roma / Cristian Gennari