Mercoledì 9 luglio 2025 si è tenuto a Roma l’evento nazionale “Futuro Possibile. Le comunità educanti, a partire dall’esperienza del progetto PEPE”, promosso da Caritas Italiana con il sostegno di UniCredit. Una giornata di confronto, racconto e visione che ha messo al centro l’esperienza di cinque diocesi – tra cui quella di Roma – impegnate in un modello educativo inclusivo e partecipato per contrastare la povertà educativa.
Nel corso dell’evento, ampio spazio è stato dedicato al racconto del Progetto PEPE – Promuovere Engagement di comunità contro la Povertà Educativa, un’iniziativa che in un anno e mezzo ha coinvolto centinaia di ragazzi e ragazze, le loro famiglie e decine di realtà territoriali tra scuole, enti, cooperative e parrocchie.
In particolare, la Caritas diocesana di Roma ha affrontato la sfida dei giovani NEET – quelli che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi – raggiungendo 95 ragazzi in pochi mesi. Di questi, 32 hanno concluso un percorso personalizzato, 34 sono tuttora in cammino, e altri 17 sono stati segnalati da realtà del territorio. Il metodo adottato – basato sull’ascolto, la cura della relazione e la costruzione di “ponti” tra giovani e opportunità – ha portato alla nascita di una rete viva e generativa.
Tra le collaborazioni più significative: centri di formazione professionale, associazioni sportive come Liberi Nantes, accademie professionali, e realtà come ÀP – Antimafia Pop o MaTeMù, capaci di offrire spazi non solo formativi ma anche di crescita personale e sociale.
L’esperienza ha confermato quanto sia decisivo creare progetti su misura, pensati con e per i giovani, che possano valorizzare i loro desideri, affrontare le loro fragilità e far emergere i loro talenti. Come ha evidenziato Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana: “La sfida educativa, oggi più che mai, è per noi una priorità rispetto alla quale pensiamo non basti una comunità educante che si forma e cresce in uno specifico territorio. Intorno a questa urgenza educativa, è necessario generare connessioni, favorire la ‘contaminazione’, promuovere comunità di pratiche che, attraverso il confronto e lo scambio tra diocesi e territori diversi, consentano di apprendere insieme e di arricchirsi reciprocamente. Condividere il più possibile, dunque, per moltiplicare la ricchezza della proposta”.
Il programma del 9 luglio ha previsto, tra gli altri, una tavola rotonda con le Caritas diocesane, in cui Caritas Roma ha portato il focus sul lavoro di accompagnamento e sulle reti orizzontali nate dal basso.
Il progetto, finanziato con il Fondo Carta Etica di UniCredit, proseguirà anche nel 2025 con l’obiettivo di consolidare quanto seminato e allargare l’impatto. Perché educare non è mai un atto solitario, ma una responsabilità condivisa da tutta la comunità.
