“Ho scritto il volto di Gesù”. La storia di Bola, dall’accoglienza Caritas al Piccolo Eremo delle Querce per diventare iconografo

Dall’Egitto a Roma fino al Piccolo Eremo delle Querce in Calabria: il percorso di Bola, giovane cristiano copto accolto dalla Caritas di Roma, che attraverso l’arte delle icone ha ritrovato uno spazio per esprimere la propria fede, la propria storia e il desiderio di costruire il futuro.

«Mi chiamo Bola, ho 18 anni, sono cristiano copto e vengo dall’Egitto». Inizia così il racconto di un ragazzo arrivato in Italia circa un anno e mezzo fa, passato attraverso la prima accoglienza della Caritas Roma e successivamente accolto in un gruppo appartamento. Nello stesso periodo Bola ha iniziato a frequentare il Centro di Aggregazione Giovanile 5D, dove educatori e operatori hanno intuito presto una particolare sensibilità artistica.

Fin da piccolo ha imparato a disegnare da solo, senza una vera formazione tecnica. In Egitto le occasioni per coltivare l’arte erano poche: matite, carboncino e pratica quotidiana sono stati i suoi strumenti. Ama rappresentare soprattutto il cuore, un cuore anatomico, quasi a voler raccontare attraverso il disegno qualcosa di profondo della propria vita.

All’interno del Centro 5D, Bola incontra CaritasArt, il progetto della Caritas Roma dedicato alle arti e alle culture. Qui sperimenta diversi linguaggi artistici: la scultura con Andrea Gandini, i laboratori di installazioni artistiche con Edoardo Tresoldi e Chiara Pietropaoli, fino alla partecipazione alla redazione del giornale dei ragazzi e delle ragazze della Caritas, CaroTata.

È proprio durante questo percorso che emerge un desiderio inatteso. «Voglio fare un corso per fare le icone», dice agli educatori. Una richiesta insolita, che apre uno spazio di ascolto più profondo sulla sua storia e sulla sua fede cristiano copta.

Per Bola le icone non sono semplici quadri o oggetti liturgici. Sono un luogo di preghiera e di incontro con Dio, parte viva della tradizione familiare e spirituale in cui è cresciuto. Ricorda le madri cristiano copte che mostrano le icone ai figli fin dall’infanzia, raccontando loro il Vangelo e le vite dei santi del deserto, come sant’Antonio e san Paolo eremita. Un modo per custodire e trasmettere la fede anche in un contesto dove lo studio del Corano è obbligatorio nelle scuole.

Gli educatori comprendono allora che quel desiderio non riguarda soltanto l’arte, ma la necessità di custodire e accompagnare la fede di Bola. Una “carità” che passa anche attraverso il riconoscimento della sua identità spirituale.

Comincia così la ricerca di un luogo capace di unire arte, preghiera e accoglienza. La risposta arriva dal Piccolo Eremo delle Querce, una piccola comunità monastica basiliana situata tra le colline delle Serre calabresi, in località Crochi di Caulonia. Grazie anche alla generosità delle sorelle dell’Eremo, la Caritas riesce a sostenere il viaggio e il percorso formativo del ragazzo, che nel frattempo ha iniziato a lavorare come muratore.

All’Eremo, Bola frequenta “Glicophilusa”, il laboratorio di iconografia della comunità, e realizza la sua prima icona: il volto di Gesù.

«Ho scritto il volto di Gesù, ho sentito la sua energia», racconta Bola. «Sono partito da una tavola bianca e, man mano che l’icona si formava, era come costruire la mia vita. Ho imparato ad aggiustare gli errori come Dio che perdona il peccato. Ho imparato la pazienza».

Nel laboratorio Bola è il più giovane del corso, ma viene accolto con affetto, amicizia e cura dalle sorelle dell’Eremo. Un’esperienza comunitaria che diventa parte integrante anche della scrittura delle icone, perché nella tradizione orientale le icone non si “dipingono”: si scrivono, come una Parola che prende forma.

La storia di Bola racconta anche quella di tanti minori stranieri non accompagnati che arrivano o transitano in Italia portando con sé sogni, fragilità e talenti spesso invisibili. Per diventare iconografo serviranno tempo, risorse economiche e il desiderio stesso del ragazzo di continuare questo cammino. Ma già oggi questa esperienza rappresenta molto più di un semplice laboratorio artistico.

Da tempo Caritas Roma si interroga su come rispondere alle antiche e nuove povertà attraverso una cura integrale della persona. La storia di Bola mostra come anche l’arte, la cultura e la spiritualità possano diventare strumenti concreti di accoglienza, dignità e speranza.

Il Piccolo Eremo delle Querce

Il Piccolo Eremo delle Querce è una piccola comunità monastica basiliana delle “Sorelle di Gesù” che vive, prega e lavora tra le colline delle Serre calabresi, località Crochi – Caulonia. La comunità annuncia il Vangelo attraverso la vita fraterna, la preghiera, l’ospitalità, la cura dei poveri, il lavoro e l’arte dell’icona, intrecciando fede e bellezza lungo quelli che definiscono “i sentieri della bellezza”. Il loro motto quotidiano è semplice e concreto: «Fare del bene e farlo bene».

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