In occasione della Giornata della carità la Caritas presenta il report “Caritas in cifre 2014″

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Più di 7.800 volontari nei 45 centri diocesani per dare da mangiare a quasi 13 mila persone, accogliere 2.400 senza dimora, curare 5.700 malati indigenti. Migliaia di volontari nelle parrocchie per dare “ascolto” a 42 mila famiglie. Oltre 348 mila pasti distribuiti, 186 mila pernottamenti, 15 mila prestazioni sanitarie, 10 mila visite domiciliari a famiglie e anziani.
Sono i numeri dell’animazione alla carità realizzata nel corso lo scorso anno dalle comunità parrocchiali della Diocesi di Roma contenute nel rapporto CARITAS IN CIFRE 2014, presentato dalla Caritas di Roma in occasione della Giornata della carità.

La quinta domenica di Quaresima è quella che tradizionalmente la Chiesa di Roma dedica a promuovere iniziative di prossimità verso chi soffre con momenti di animazione comunitari. «Un segno concreto di condivisione delle nostre parrocchie alla sofferenza di tante persone», spiega monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas. «Ogni cristiano è chiamato a impegnarsi nel servizio dei fratelli più svantaggiati, a generare con la propria vita la carità, perché senza di essa la fede non è autentica. Compito della Caritas, in ogni comunità parrocchiale, è quello di favorire percorsi formativi, momenti di educazione alla carità e occasioni per testimoniarla concretamente promuovendo “opere segno” in cui ogni cristiano può incontrare Gesù nel volto del povero».

Un’opera pedagogica che, nel corso del 2014, ha coinvolto anche più di 8 mila studenti delle scuole romane, la partecipazione a 200 convegni e seminari, i corsi di formazione per medici e giornalisti, un master universitario e la pubblicazione di 8 libri e sussidi pastorali.
Non mancano le emergenze a cui la Caritas chiama a rispondere, segnalate nel rapporto con numeri che ne evidenziano la drammatica attualità: i richiedenti asilo provenienti dall’Africa e dalla Siria a cui si aggiungono, negli ultimi mesi dell’anno, crescenti flussi provenienti dall’Ucraina; i senza dimora malati che, una volta dimessi dagli ospedali, non hanno luoghi idonei per proseguire le cure o vivere un periodo di convalescenza; i nuclei familiari che vivono in strada perché hanno perso la casa; i minori stranieri non accompagnati, in aumento soprattutto quelli provenienti dall’Egitto e prossimi alla maggiore età.

«“Rinfrancate i vostri cuori!” è l’invito con cui papa Francesco ci chiama a vivere questa Quaresima nella consapevolezza che Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare suo Figlio per la salvezza di ogni uomo», così monsignor Feroci ha presentato il report di attività della Caritas.
«Per Roma – ha detto monsignor Feroci – il 2014 è stato un anno difficile, che ha richiesto alle comunità cristiane una testimonianza più viva e visibile, attenta ai fratelli emarginati e vicina alle tante persone in difficoltà. In un contesto in cui gli “ultimi” della nostra città – poveri, rifugiati, rom, minori non accompagnati ed ex detenuti – sono le prime vittime di una crisi etica e morale». La città, con i fatti di “mafia Capitale”, secondo il direttore della Caritas, «è stata messa a dura prova da politiche e atteggiamenti che non avevano al centro la persona, per le tante difficoltà di una comunità in cui alle relazioni si sostituiscono interessi, alle politiche il conflitto, ai diritti le rivendicazioni».
Per monsignor Feroci «ringraziamo il Signore per le tante risposte che sono state date. La Chiesa di Roma ha continuato a essere un faro che illumina quanti chiedono giustizia, un punto di riferimento per chi è in difficoltà, una voce di denuncia per sollecitare politiche inclusive e partecipate. Le parrocchie sono state luoghi di prossimità nei territori della Capitale, dove la comunità ha potuto ritrovarsi nel servizio agli ultimi».