La Caritas “motore” del Giubileo della Misericordia

Si è svolto il 16 marzo a Villa Glori l’incontro delle Caritas del Lazio con Caritas Italiana 

IMG_0609«La Caritas è chiamata ad essere il motore dell’Anno Santo straordinario che papa Francesco ha dedicato alla Misericordia. Un periodo specialissimo, giubileo della carità e dell’amore». Così il vescovo Gino Reali ha introdotto i lavori della convegno annuale delle Caritas diocesane del Lazio che si è svolto lo scorso 16 marzo presso le Case famiglia per malati di AIDS della Caritas di Roma a Villa Glori.
Una giornata caratterizzata dal confronto delle equipe diocesane regionali con la direzione di Caritas Italiana per programmare il prossimo anno e del Convegno ecclesiale di Firenze.
Proprio in vista dei mesi a venire, in cui si succederanno il Sinodo sulla famiglia, il convegno della Chiesa italiana è il Giubileo, «le Caritas – ha detto don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – devono chiedersi che cosa sia necessario cambiare seguendo la prospettiva di un’autentica conversione pastorale, sempre da perseguire e mai da considerare integralmente raggiunta». Un percorso che, secondo don Soddu, va preparato con una riflessione che «aiuti a individuare anche con chi avviare questi cambiamenti», perché «l’attenzione ai soggetti è quanto mai necessaria, sia per recuperare il realismo delle alleanze, della sinodalità e della comunione, come pure della promozione delle persone, anche in prospettiva di una pastorale integrata e di azione sociale il più possibile mirata».
Per il direttore dell’organismo CEI, «la Chiesa deve domandarsi cosa c’è da cambiare per non lasciare cristallizzato quello che noi diciamo essere il futuro e Firenze si pone come un metodo per il cambiamento». Per Soddu «non si può non riconoscere che molte cose sono cambiate rispetto a 10 anni fa, dal convegno ecclesiale di Verona: i luoghi di riferimento dell’evangelizzazione sono diventati frontiere dell’umano».

Le Caritas al convegno di Firenze
«La preparazione al convegno è già convegno» ha ricordato don Francesco Soddu, illustrando il cammino verso l’incontro ecclesiale del prossimo novembre.
Per don Soddu, il tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” fa riflettere a come «gli ambiti di testimonianza non hanno più un legame riconoscibile con luoghi precisi». Per il sacerdote «la famiglia, la scuola, il luogo di lavoro e in generale gli spazi della nostra vita sociale sono sfidati dalle tante trasformazioni, hanno perso unità, sono più vulnerabili: sono diventati ‘frontiere’ dell’umano». L’appuntamento di Firenze, per il sacerdote, ci dice che «sta a noi decidere se tentare di difenderle alzando muri, o se renderle luoghi di incontro e dialogo, proponendo con gioia la bellezza dell’umano alla luce di Gesù: frontiere su cui adoperarci affinché l’annuncio del vangelo rinnovi tutto e tutti».
Presentando i cinque verbi che orienteranno il percorso e il confronto – uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare – il direttore Soddu ha ricordato che «occorre l’impegno di tutti nelle realtà locali per rinnovare la pastorale e promuovere vie di formazione e mentalità nuove in un fecondo processo di rinnovamento, sperimentando percorsi e proposte concrete, ma senza l’ossessione dei risultati immediati».

Le politiche di contrasto alla povertà
La seconda parte dell’incontro è stata caratterizzata da un approfondimento sulle ultime misure di politica economica: jobs act, legge di stabilità, contrasto alla povertà.
«La prospettiva di breve periodo – ha detto Francesco Marsico, responsabile dell’Area Nazionale della Caritas – è segnata da due elementi da tenere in considerazione: la auspicabile chiusura della crisi economica non vedrà l’aprirsi di una fase di marcata crescita economica, ma di lenta ripresa o di stagnazione, e in conseguenza di ciò le disuguaglianze sono destinate a permanere o ad aggravarsi».
A fronte di una crisi ormai strutturale e di sistema, per lo studioso di Caritas Italiana «la legge di stabilità 2015 non segna un cambio di passo nell’ambito del contrasto alla povertà», soprattutto perché si sono moltiplicati strumenti parziali e categoriali come il bonus bebè, i pannolini alle neo mamme, il contributo di 80 euro per i redditi bassi. «Misure – ha detto Marsico – che lambiscono le famiglie povere, senza affrontare il nodo dell’assenza di uno strumento di contrasto alla povertà assoluta».
Su questo c’è la proposta del tavolo dell’Alleanza contro la Povertà – promosso da Caritas e Acli e a cui aderiscono numerose organizzazioni cattoliche – «che andrebbe costruito in ogni diocesi quale luogo di confronto e animazione, con ambiti e culture diverse, come palestra di advocacy nella quale sperimentarsi».