Dal 22 al 28 marzo la Caritas propone riti, celebrazioni e occasioni di solidarietà

iraq_050315«Siamo loro vicini e preghiamo insistentemente perché al più presto si ponga fine all’intollerabile brutalità di cui sono vittime i cristiani in Iraq e in Siria, dove non cessano violenze e sequestri di persona. Vogliamo assicurare a quanti sono coinvolti in queste situazioni che non li dimentichiamo». È l’appello lanciato lo scorso 1° marzo durante l’Angelus da papa Francesco chiedendo «a tutti, secondo le loro possibilità, di adoperarsi per alleviare le sofferenze di quanti sono nella prova, spesso solo a causa della fede che professano».

Per rispondere all’invito del proprio vescovo, la diocesi di Roma dedicherà la colletta di domenica 22 marzo, Giornata della Carità, al sostegno delle famiglie cristiane che vivono in Iraq, nelle proprie case o sfollate nei campi di accoglienza della Caritas e di altre organizzazioni umanitarie. Per seimila di loro la Chiesa di Roma assicurerà una Pasqua di solidarietà, raggiungendole con il dono di una colomba e con gli aiuti che si raccoglieranno nelle parrocchie attraverso la Caritas diocesana. «La carità, soprattutto nel tempo di Quaresima, deve essere al centro della nostra fede», spiega il direttore, monsignor Enrico Feroci. «Come san Paolo invitava la comunità di Corinto a una colletta per i poveri di Gerusalemme – prosegue -, anche la Chiesa di Roma è vicina ai fratelli iracheni e del Medio Oriente, cristiani che ci hanno trasmesso la fede in passato e che con i loro martiri continuano a testimoniarcela ancora oggi. Non possiamo lasciarli soli».

La colletta di domenica aprirà una settimana di iniziative che l’ufficio diocesano promuove come tradizione alla fine della Quaresima. Una «Settimana della carità» che quest’anno coincide con le celebrazioni per il 35° anniversario del martirio del vescovo salvadoregno Oscar Romero. Con il tema «La carità più grande è dare la propria vita» saranno due le celebrazioni promosse dal Comitato romano, presieduto dalla Caritas, a ricordo del martire della giustizia e della fede che verrà beatificato il 23 maggio. Domenica 22 marzo, alle ore 9.30, una solenne concelebrazione dell’Eucaristia a Santa Maria in Traspontina (via della Conciliazione 14) presieduta dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. Al termine della Messa, animata dalle comunità latinoamericane presenti nella Capitale, i partecipanti si recheranno in marcia verso piazza San Pietro per assistere all’Angelus. Martedì 24, alle ore 19, monsignor Romero sarà ricordato in una veglia ecumenica presso la basilica dei Santi Apostoli (piazza Santi Apostoli 51) a cui parteciperà anche il vescovo Matteo Zuppi, ausiliare per il settore Centro. «Una preghiera commenta monsignor Feroci – in cui ricorderemo anche i tanti martiri dei nostri giorni e quanti, come i cristiani di Iraq e Siria, sono perseguitati e in pericolo per la loro testimonianza di fede».

Le iniziative liturgiche prevedono anche due riti della Via Crucis: venerdì 27 marzo, alle 16 avrà luogo quella con i detenuti dei quattro istituti penitenziari di Rebibbia, animata dal gruppo Volontari in Carcere della Caritas e presieduta da monsignor Feroci (per partecipare occorre prenotarsi entro il 20 marzo alla segreteria della Caritas, telefono 06.69886424, direzione@caritasroma.it
fornendo nome completo, luogo e data di nascita). Alle 19 si terrà una seconda Via Crucis nel parco di Villa Glori ai Parioli, organizzata dai residenti delle case famiglia per malati di Aids con le parrocchie della VI prefettura e presieduta dal vescovo Guerino Di Tora, ausiliare per il settore Nord.

Fino a Pasqua, nelle iniziative promosse dalla Caritas e in alcune parrocchie del settore Ovest, verrà esposta la Croce di Lampedusa (iniziativa con l’Auci), realizzata con i materiali dei barconi che hanno trasportato i migranti e benedetta da Papa Francesco; da due anni gira l’Italia per invitare alla preghiera verso i migranti e i rifugiati.