Una risorsa che sa ascoltare il grido dei poveri

Il convegno annuale della rete dei Centri di ascolto delle parrocchie romane

Il 15 giugno si è svolto il Convegno La rete dei Centri di Ascolto. “Passato, presente e futuro” presso la Cittadella della Carità. All’incontro hanno partecipato circa cento volontari di cinquanta Centri di ascolto della rete diocesana che hanno potuto confrontarsi con il direttore don Benoni Ambarus e gli operatori dell’Ufficio Promozione Umana.

Dopo un breve excursus storico che è partito dal primo progetto del 2005, chiamato Attuarete, che ha visto sei parrocchie inventare e studiare la possibilità di condividere strumenti di lavoro comuni e una strada condivisa con l’obiettivo di accompagnare e sostenere le persone in difficoltà, si è arrivati oggi ad avere una rete di 156 parrocchie che insistono su tutti i settori della diocesi.

I partecipanti hanno lavorato sulla legittimazione sociale del proprio Centro di Ascolto in un’ottica di comunità parrocchiale e di territorio, avendo così l’occasione di esaminare il proprio lavoro e la presenza nel tessuto sociale che circonda il servizio di accoglienza, accompagnamento, prossimità, testimonianza e animazione.

Il confronto tra i Centri che ne è conseguito è stato molto vivace grazie ad animatori che tanto si spendono nel proprio servizio sempre svolto con rispetto, accuratezza e massima attenzione nel promuovere la dignità delle persone con l’assoluta certezza che il lavoro più grande da fare è quello di scoprire/riscoprire le potenzialità che talvolta sono seppellite da vissuti dolorosissimi.

Don Ambarus, riconoscendo l’importanza dell’ascolto in una società in cui tutti parlano, ha ribadito uno dei  valori fondativi della nostra fede, di quanto il Signore ci parla attraverso il povero.

L’ ascolto è il contrario dell’ indifferenza!

«Se tutti noi riusciamo a raccogliere i dati delle persone con accuratezza in molti particolari – ha detto il direttore – riusciamo a capire dove sta andando adesso la società. La Caritas accoglie, accompagna e sostiene le persone nelle loro situazioni  e denuncia, rimuove le cause della povertà, per promuovere leggi giuste». «Il prossimo anno – ha sottolineato don Benoni – saremo chiamati ad ascoltare il grido della città. Usciamo! Andiamo in giro per il quartiere, non rimaniamo sempre nel Centro di ascolto; incontriamo le persone che stanno in strada, accorgiamoci di loro, parliamoci».