Non servono parole per descrivere il buio

La testimonianza degli operatori dell’area sanitaria di fronte al dramma invisibile e silenzioso di chi, come O., non ha un tetto.

“Non servono parole per descrivere il buio. La vista è un bene prezioso. Siamo al tuo fianco per custodirla” è il messaggio di sensibilizzazione scelto per la Giornata Mondiale della Vista 2023.

Quella di O., di vista, non l’abbiamo custodita.

Somalo, senza dimora, lo abbiamo incontrato al Poliambulatorio Caritas a fine settembre. Aveva sviluppato quella che sembrava una gravissima congiuntivite, anche a seguito di violenze subite per strada. Per due volte ha fatto accesso al Pronto Soccorso, a distanza di pochi giorni. La prima volta autonomamente – su consiglio dei medici del Poliambulatorio – la seconda volta accompagnato da un medico e un’infermiera volontari del Poliambulatorio. Entrambe le volte è stato valutato velocemente e dimesso con diagnosi di congiuntivite, urgenza minore, e gli sono state prescritte gocce oculari a pagamento. Che non ha mai potuto acquistare o ricevere.

Dopo una settimana è tornato al Poliambulatorio con una situazione oculare molto aggravata, non riusciva più a vedere, entrambi gli occhi chiusi e purulenti. Tramite 118 è stato portato nuovamente in Pronto Soccorso, dove gli è stato diagnosticato lo scoppio bilaterale del bulbo oculare.

Avremmo potuto prevenirlo? Avremmo potuto custodire questa vista?

Noi pensiamo di sì. Ne siamo tutti responsabili… anche se, forse, in questa storia, qualcuno ha una maggiore responsabilità di altri.
L’articolo 32 della Costituzione Italiana dice: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Il nostro Sistema Sanitario è ancora in grado di realizzare questo?

Area sanitaria Caritas di Roma