Una delegazione di animatori delle Caritas parrocchiali, accompagnata dal direttore Giustino Trincia e dal vicedirettore don Paolo Salvini, ha partecipato all’Eucaristia che si celebra tutte le domeniche mattina nel carcere romano di Regina Coeli insieme ai cappellani, ai detenuti e ai volontari della struttura.
Ad accogliere i presenti è stato padre Vittorio Trani, francescano conventuale, da cinquant’anni cappellano del penitenziario romano, che ha introdotto l’incontro, dando testimonianza di alcune persone che in carcere hanno avuto un’occasione di rientrare in se stesse e di ricostruire la loro vita.
«La sua vivacità dopo tanti anni di servizio pastorale ci ha colpito – ha raccontato don Paolo Salvini -. Bello è stato per noi anche l’incontro con le persone volontarie che abitualmente partecipano alla vita del carcere e animano la celebrazione domenicale. Ognuna porta la propria ricchezza e la mette a disposizione per il bene comune, proprio come abbiamo ascoltato dalla prima lettera ai Corinzi. Ma particolarmente importante è stato condividere la celebrazione con alcune decine di persone recluse, ascoltare insieme la parola di Dio e partecipare dello stesso pane eucaristico. Sono fratelli chiamati come noi alla festa di nozze di Gesù. Molti di noi si sono chiesti a cosa ci chiamasse il Signore attraverso questo incontro».