Il Giubileo nel carcere di Rebibbia con i giovani che aprono alla speranza

Un gruppo di giovani e scout della Parrocchia Santa Maria delle Grazie al Trionfale, nella mattinata di sabato 14 marzo, ha attraversato la Porta Santa del carcere di Rebibbia, partecipando alla celebrazione eucaristica insieme ai detenuti. La Messa è stata presieduta da mons. Benoni Ambarus, vescovo ausiliare della Diocesi di Roma, e concelebrata da don Marco Fibbi, coordinatore dei cappellani del polo penitenziario di Rebibbia, don Héctor Paz, assistente spirituale del gruppo scout Roma 121, insieme a don Gabriele Conti e don Giuseppe Terrossu, assistenti della pastorale giovanile.

Un pellegrinaggio speciale alla Porta Santa, il primo per gli esterni all’istituto, promosso dal Servizio di pastorale carceraria della Caritas diocesana.

“Attraversare la Porta Santa insieme ai nostri fratelli detenuti nel carcere di Rebibbia – ha dichiarato don Héctor Paz – è stata un’esperienza intensa. Abbiamo riscoperto il valore del perdono che Dio ci offre e l’importanza di perdonare e accogliere chi cerca una nuova vita. Crediamo che ogni persona possa riprendersi, migliorare, convertirsi ed essere una versione migliore di sé stessa con l’aiuto della grazia di Dio”.

“Vogliamo portare questo messaggio di speranza in una società che troppo spesso, purtroppo, non crede nel perdono – sottolinea ancora il sacerdote -, dimentica la misericordia di Dio e quanto sia preziosa la possibilità di ricominciare. Speriamo che, come un seme che germoglia, i frutti di questa esperienza possano crescere e portare speranza nella nostra comunità.”

Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nel cuore di tutti, spingendo i ragazzi a diventare pellegrini e “ambasciatori” di speranza nel loro cammino quotidiano.

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