«Auguro a tutti voi un Natale di misericordia e di speranza: perché quello che riceviamo lo dobbiamo donare. Riceviamo misericordia e doniamo misericordia. Riceviamo speranza e doniamo speranza. E questo servirà a tutti, servirà a ognuno a rialzarsi, a risollevarsi, a riprendere il cammino della vita con maggiore slancio e anche con maggiore entusiasmo».
Così il cardinale Baldo Reina, vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma, ha salutato gli ospiti, i volontari e gli operatori della Caritas diocesana di Roma.
Il cardinale ha presieduto la Messa nella Mensa di Via Marsala in occasione del decennale dell’apertura, da parte di Papa Francesco, della Porta Santa nella struttura durante il Giubileo della Misericordia.
Oltre duecento persone, molte delle quali presenti anche nel 2015, hanno celebrato quell’evento unico che ha segnato la Chiesa di Roma.
«Questa sera – ha spiegato in apertura della Messa il diacono Giustino Trincia, direttore della Caritas –, più che il ricordo del passato, celebriamo l’attualità estrema di quell’atto profetico compiuto da Papa Francesco esattamente 10 anni fa, nell’aprire la Porta Santa della Carità qui nel cuore della città; qui, dove a poca distanza dalle mille luci della Stazione Termini, risplende la luce più intensa e forse più vera di una umanità che si ritrova unita nel riconoscere il volto di Cristo nei volti e nelle membra dei fratelli e delle sorelle tra i più provati dalle alterne vicende della vita».
Nell’omelia, il cardinale Reina si è soffermato sulla figura di san Giuseppe, proposta nel Vangelo del secondo giorno della Novena di Natale.
Proprio lo «stato d’animo» di Giuseppe, quando i suoi piani di uomo sembrano crollare, per il vicario di Roma rappresentano la speranza.
«È Dio che parla a Giuseppe, come parla a ciascuno di noi» ha detto Reina. «Non temere di affrontare, di abbracciare quello che ti sembra il fallimento dei tuoi sogni, perché Dio realizzerà cose più grandi».
Un Dio straordinario per il cardinale «perché non solo ci consola in quello che noi viviamo, ma rilancia continuamente la nostra vita, apre strade anche quando noi non le vediamo». «Questo – ha concluso Reina – è un luogo dove queste strade pian piano si intravedono».





