Un pomeriggio di gioia e commozione quello vissuto ieri, 15 febbraio, a Ostia per l’arrivo di Papa Leone XIV nella parrocchia di Santa Maria Regina Pacis. È stata la prima delle cinque visite pastorali che il Pontefice, come Vescovo di Roma, ha scelto di compiere nella diocesi in vista della Pasqua.
Ad accoglierlo una comunità ampia e partecipe: bambini, giovani, anziani, catechisti e volontari della Caritas, presenza concreta di vicinanza e sostegno nel territorio. Con il Santo Padre erano presenti il cardinale vicario Baldo Reina e il vicegerente Renato Tarantelli Baccari, insieme agli altri parroci della zona.
«È stato un momento importante per il nostro territorio – ha raccontato Alessandro Bottero, della Caritas di Santa Maria Regina Pacis, che ha collaborato all’organizzazione dell’accoglienza -. È stato anche il segno che questa zona di periferia non è un far west, come si racconta, ma una parte della città capace di accogliere e garantire sicurezza ad alti livelli».
Proprio da Ostia, nel IV secolo, dopo la conversione, sant’Agostino si imbarcò per l’Africa: un richiamo alla storia che si intreccia con il presente di un quartiere complesso ma vitale.
Un momento particolarmente significativo è stato l’incontro con le persone accompagnate dalla Caritas parrocchiale, che hanno poi partecipato alla Messa presieduta dal Pontefice. In quell’occasione è stato presentato al Santo Padre il quaderno “Be a sign of hope. Be Caritas”, che il Papa ha firmato. A lui è stato inoltre consegnato un secondo quaderno contenente tutte le firme degli ospiti accompagnati dalla Caritas: un segno semplice ma profondo di appartenenza e gratitudine.
«Durante l’offertorio – ha spiegato Bottero – io insieme ad altri operatori Caritas abbiamo portato all’altare un cesto di viveri che ha simboleggiato l’impegno nel servire tutte le realtà di povertà presenti in questo territorio».
A Ostia, infatti, la povertà ha molti volti: alimentare, abitativa, educativa, relazionale. Il gesto del cesto ha voluto raccontare al Papa il grande cuore di una comunità che, tra le complessità del territorio, compresa la presenza della criminalità, ha cercato di non lasciare indietro nessuno.
Durante la Messa, il Santo Padre ha consegnato parole forti e concrete alla comunità: «Invito tutti voi, come comunità parrocchiale, uniti alle altre realtà virtuose che operano in questi quartieri, a continuare a spendervi con generosità e coraggio per spargere nelle vostre strade e nelle vostre case il buon seme del Vangelo. Non rassegnatevi alla cultura del sopruso e dell’ingiustizia. Diffondete rispetto e armonia, cominciando col disarmare i linguaggi e investendo energie e risorse nell’educazione, specialmente dei ragazzi e dei giovani. Che in parrocchia possano imparare l’onestà, l’accoglienza, l’amore che supera i confini».
Un invito che ha rafforzato il cammino di una comunità dal cuore grande, chiamata ogni giorno a trasformare la fragilità in responsabilità condivisa.
Foto: Vatican News

