Forbici e cuore: i barbieri di “Opera per il Prossimo” volontari all’Ostello Caritas

Forbici, spazzole, rasoi, uno specchio. Gesti semplici che diventano cura della persona. All’Ostello Caritas “Don Luigi Di Liegro”, grazie a Opera – La barberia italiana e al progetto “Opera per il Prossimo”, circa 30 ospiti hanno potuto usufruire di un servizio gratuito di taglio barba e capelli.

Quattro barbieri, nel loro giorno di riposo, hanno scelto di donare tempo e competenze. Non solo un servizio, ma presenza, ascolto, attenzione. Un modo concreto per incontrare l’altro, partendo da ciò che si sa fare meglio.

Tra una sforbiciata e una passata di rasoio, si sono intrecciate storie, desideri, frammenti di vita. Piccoli gesti di normalità: scegliere un taglio, affidarsi a mani esperte, riconoscersi di nuovo allo specchio.

Perché prendersi cura di sé non è solo un bisogno, ma un passaggio importante per ritrovare dignità e sentirsi accolti.

A raccontare il senso della giornata è Alessio Aprile, titolare di Opera: «Queste esperienze mi lasciano sempre addosso un senso di realtà e consapevolezza di ciò che siamo, togliendo tutto quello che ci siamo costruiti attorno: maschere, atteggiamenti, beni materiali e tutto quello che il mondo ci ha istruito a considerare bene. Ne esco sempre toccato e grato allo stesso tempo e mi interrogo su quale sia la mia piccola missione in questa breve vita».

Un’iniziativa che ha coinvolto anche i più giovani. «I miei collaboratori hanno 18 anni. Li ho ascoltati subito dopo, a caldo. Erano piuttosto silenziosi: alcuni racconti li hanno toccati profondamente. Erano felici di aver contribuito a regalare un sorriso alle persone incontrate».

“Opera per il Prossimo” è un progetto charity dedicato a persone in condizioni di fragilità che non riescono a raggiungere la barberia per un servizio di cura personale. Nato da un’idea semplice, vuole portare il mestiere fuori dalle mura, là dove ce n’è più bisogno.

L’obiettivo è far crescere questa esperienza, coinvolgendo sempre più professionisti, per rendere la cura della persona accessibile anche a chi oggi ne resta escluso. Un gesto concreto, che parte dalle mani e arriva al cuore.

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