Al Ferrhotel l’educazione alla sostenibilità

Il centro Ferrhotel promosso dalla Caritas di Roma nell’ambito del Sistema Accoglienza Integrata (SAI 2023-2025) accoglie 42 rifugiati, tutti uomini maggiorenni, che beneficiano di un percorso che prevede un progetto dedicato, volto all’autonomia e all’integrazione sul territorio.

Non è semplice coinvolgere in delle attività così tante persone con background differenti; con la volontà di creare un senso di comunità, è nata l’idea di un laboratorio che potesse aumentare la partecipazione all’interno del centro. In una comunità, la partecipazione attiva è un indicatore fondamentale di vitalità e capacità di affrontare insieme le sfide che si presentano. È su questo principio che si fonda il laboratorio di educazione alla sostenibilità.

Il progetto nasce sulla necessità di educare gli ospiti alla raccolta differenziata, ma ben presto è emerso che la semplice affissione di cartelli informativi non sarebbe stata sufficiente a suscitare un cambiamento duraturo nei comportamenti. Per motivare le persone ad adottare pratiche di gestione dei rifiuti più responsabili, è necessario un approccio che vada oltre l’informazione passiva. Quando acquisiscono una comprensione più profonda dell’impatto che i rifiuti hanno sul nostro ecosistema e riconoscono il valore del riciclo, si crea un legame emotivo e cognitivo che aumenta la loro motivazione a separare i materiali correttamente e a partecipare attivamente alle iniziative ecologiche.

Dallo scorso ottobre, circa 20 ospiti del Ferrhotel partecipano alle attività proposte: tra questi, il cineforum riscuote successo in particolare tra i ragazzi. Le proiezioni affrontano temi legati all’ecologia integrale, esplorando in modo congiunto i problemi ecologici, economici, sociali e ambientali che stiamo vivendo.

La creazione del giardino condiviso nasce invece dall’impegno di Yasin che ha recentemente conseguito il patentino verde di giardinaggio. Il suo desiderio di condividere le sue conoscenze, l’amore per la natura e l’agricoltura ha ispirato la realizzazione di questo progetto. L’obiettivo era dar vita a un luogo di incontro e di confronto, ma anche di riflessione, di azione, sensibilizzazione e condivisione tra generazioni diverse: che siano ospiti, operatori o volontari del Ferrhotel. «Il nostro obiettivo era ricordare alle persone che stiamo distruggendo il mondo e non abbiamo un altro posto dove poter vivere. Il giardino sarà la nostra eredità ai futuri ospiti che verranno» ha detto Ismael Balde, ospite del Ferrhotel e co-organizzatore del laboratorio.

Non si tratta solo di una questione pratica, ma di una presa di consapevolezza che trasforma l’atteggiamento individuale in azione collettiva. «L’incontro tra persone con storie e radici differenti – spiega Matteo Gennaro, educatore nella struttura – può dar vita a un legame profondo, capace di trasformare la diversità in una ricchezza. I giovani partecipanti, provenienti da angoli del mondo lontani tra loro, hanno trovato nella collaborazione e nella condivisione di un obiettivo comune un motivo di unione, un terreno di confronto e di crescita reciproca che ha superato le barriere culturali e personali».

In questo senso, le attività proposte nel laboratorio mirano a favorire la comprensione dei principi di sostenibilità, affinché ogni partecipante sviluppi comportamenti che non solo contribuiscano alla tutela dell’ambiente, ma che promuovano anche l’equità sociale.

L’obiettivo finale è migliorare la qualità della vita, non solo nel presente, ma con uno sguardo orientato al futuro, costruendo insieme una comunità più consapevole e solidale. Il concetto di partecipazione è il cuore pulsante del laboratorio e rappresenta un elemento fondamentale per il suo successo.

In questo contesto, il progetto prende vita e si sviluppa grazie alla partecipazione attiva di alcuni ospiti del centro, i quali non solo contribuiscono alla formulazione delle idee e dei concetti alla base delle attività, ma si impegnano anche nella loro realizzazione concreta. «Il cineforum dà la sensazione di un gruppo unito, è importante avere un momento di incontro. Tutti gli ospiti qui lavorano o vanno a scuola ma riescono comunque a trovare un modo per venire alle nostre proiezioni», spiega Bakary, ospite e co-organizzatore del laboratorio.

L’approccio partecipativo, che prevede il coinvolgimento diretto degli ospiti in tutte le fasi del progetto, favorisce non solo un senso di empowerment, ma anche una sensibilità collettiva che rinforza la coesione all’interno della comunità. «Ricostruire una rete emotiva e relazionale – sottolinea Flavio Panella, coordinatore del Ferrhotel –  è la base per uno sviluppo concreto che attivi le risorse personali».

 

Elisa Murgia
Volontaria del Servizio civile universale

 

Fonti:
Terri Mannarini, Comunità e partecipazione (FrancoAngeli, 2023)
Donata Francescato e Manuela Tomai, Manuale di psicologia di comunità (Carocci editore, 2023)

Condividi