Un aiuto concreto per chi vive ai margini, affronta una malattia o fatica ad arrivare a fine mese. È questa la missione della Chiesa cattolica attraverso l’8xmille, un sostegno che si traduce in una rete di progetti che spaziano dall’assistenza ai detenuti al supporto psicologico per i malati di Alzheimer e le loro famiglie, dall’accompagnamento alla maternità alla consulenza ginecologica per donne con disabilità, fino a numerosi interventi per le fasce più vulnerabili.
Questa rete di aiuti, che ogni anno si rinnova e si rafforza, è stata al centro del meeting “La Chiesa è vicino a te”, promosso dal Servizio diocesano del Sovvenire, svoltosi il 15 febbraio presso il Seminario Romano Maggiore. Ad aprire i lavori, il saluto del cardinale vicario Baldo Reina che, con un video messaggio, ha dapprima espresso «gratitudine per i tanti progetti che vengono realizzati» e ha poi incoraggiato «ad aderire a questo sostegno perché fa bene a tutti» e perché «è compito di tutti i fedeli laici sovvenire ai progetti della Chiesa» senza «scoraggiarsi anche in questo tempo di crisi».
I fondi raccolti hanno tre destinazioni: coprono le esigenze di culto e di pastorale della popolazione, provvedono al sostentamento del clero – sono 35mila in Italia i sacerdoti diocesani, di cui 3mila anziani e malati e 400 missionari all’estero -, e consentono di realizzare opere di carità in Italia e nel sud del mondo.
Proprio «per il contributo che viene offerto con l’8xmille a tutto il mondo missionario» ha espresso riconoscenza nel suo intervento padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma. «Sono due i principi ispiratori di questo approccio solidale verso l’umanità dolente di quelli che non sono Paesi poveri ma impoveriti – ha detto il missionario comboniano -: la generatività e la sostenibilità. Nel primo caso va dimostrato che si innesca un cambiamento, consentendo alle persone di guardare avanti con dignità; nel secondo si evita di rimanere legati alla logica emergenziale e si rendono le persone in grado di portare avanti il progetto al di là del contributo specifico».
Dello stesso avviso Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana, che ha messo in luce «l’importanza del contributo fondamentale dell’8xmille per ampliare e migliorare i nostri progetti che promuovono quella carità di prossimità che non è alternativa alla carità politica, secondo la definizione di san Paolo VI». Per Trincia si tratta cioè non di «fare assistenzialismo ma di intervenire sulle cause della povertà, compiendo anche un’operazione di sollecitazione alle istituzioni, pure critica se serve, per venire incontro alle esigenze primarie delle persone».
Tra i progetti attivati dalla Caritas nel corso dell’anno a Roma, l’apertura del sesto Emporio della solidarietà, nella parrocchia di San Giovanni Bosco; l’implementazione del servizio Officina delle opportunità, di accompagnamento, orientamento e inserimento lavorativo; il programma Quartieri solidali per offrire risposte concrete alla solitudine della terza e quarta età; l’accoglienza diffusa, presente in oltre trenta comunità parrocchiali e istituti religiosi.
Nell’ultimo anno la Caritas di Roma, solo a livello diocesano e grazie a tanti animatori della carità, alla collaborazione con tante comunità parrocchiali e religiose, ha erogato 322.000 pasti; accolto 1.656 persone; incontrato 13.000 persone nei centri di ascolto; assistito nelle loro case 200 famiglie; distribuito alimenti nei 5 empori a 1.500 famiglie; erogato 8.583 prestazioni sanitarie.
Attività che 4/5 dei casi vengono finanziate da convenzioni con gli enti locali (Comune, Regione, Prefettura) e nel 9% da donazioni di privati. Il restante 11% è finanziato proprio attraverso i fondi dell’8xmille, sia come finanziamento diretto della diocesi, sia attraverso i progetti della Cei erogati attraverso Caritas Italiana.
