Lettera del direttore della Caritas Giustino Trincia agli animatori e ai testimoni della carità
Santo Natale 2025
Carissime e carissimi,
nel tempo del Natale, la Chiesa ci invita a sostare davanti al mistero dell’Incarnazione, in cui Dio sceglie di farsi prossimo, assumendo la fragilità dell’uomo. «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14): questa Parola illumina il senso profondo del servizio che, come Caritas, siamo chiamati a vivere nelle nostre comunità.
Nel corso di quest’anno, attraverso il vostro impegno, le parrocchie della nostra diocesi hanno continuato a essere presìdi di ascolto, accoglienza e accompagnamento per tante persone e famiglie in difficoltà. Avete dato prova di quanto sia fondamentale animare la carità, aiutando le comunità a leggere i bisogni del territorio e a rispondere in modo condiviso, competente e rispettoso della dignità di ciascuno.
Alcuni passaggi di questo anno hanno avuto un valore particolare per il nostro cammino comune. Il Giubileo dei Poveri ci ha richiamati con forza alla dimensione evangelica della carità, ricordandoci che i poveri non sono solo destinatari del nostro servizio, ma soggetti che interrogano la Chiesa e ne orientano le scelte. «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40): questa parola ha trovato concretezza nel vostro quotidiano impegno nei centri di ascolto, nei servizi e nelle reti di prossimità attivate sul territorio.
A tutti voi desidero esprimere un sincero grazie: per la dedizione, per la capacità di lavorare in rete, per l’impegno nel coinvolgere volontari e comunità parrocchiali, e per la cura posta nel coniugare professionalità e attenzione alle relazioni. Il vostro servizio rende visibile una carità che non si limita all’emergenza, ma che accompagna, promuove e costruisce legami.
Il Natale ci apre alla speranza e ci incoraggia a guardare avanti. Il Bambino di Betlemme ci insegna che Dio continua a operare attraverso ciò che è piccolo e apparentemente fragile. Con questo stile, continuiamo a camminare insieme come Chiesa diocesana, certi che «non dobbiamo stancarci di fare il bene» (Gal 6,9), rafforzando il legame tra parrocchie, Caritas diocesana e realtà del territorio, per essere sempre più una Chiesa che si prende cura.
A voi, alle vostre comunità e alle persone che incontrate nel servizio quotidiano, giunga l’augurio di un Natale colmo di pace e di consolazione. Il nuovo anno sia tempo di rinnovato slancio nell’animazione della carità, di comunione e di fedeltà al Vangelo.
Con stima e riconoscenza,
Giustino Trincia