I murales degli studenti di via Ripetta per l’integrazione

Ci sono luoghi che, con il tempo, diventano voce. Muri che non dividono, ma raccontano. È quello che accade oggi al Centro di Ascolto Diocesano per migranti e rifugiati in via delle Zoccolette, dove l’arte ha preso la parola per trasformare lo spazio e restituirgli nuova vita. Un messaggio visivo e profondo, fatto di colore e di umanità.

Venerdì 16 maggio, alla presenza del direttore della Caritas diocesana Giustino Trincia e della dirigente scolastica Annunziata Iacolare, è stato inaugurato “Colori di integrazione – Un percorso di solidarietà”, il progetto nato dalla collaborazione tra la Caritas diocesana e le classi 4°D e 4°E del Liceo Artistico “Via Ripetta”, nell’ambito di un percorso PCTO, di alternanza scuola-lavoro. Gli studenti hanno messo il loro talento creativo a servizio dell’accoglienza, trasformando le pareti del Centro in un viaggio emozionante tra differenze, ascolto e condivisione.

Ogni murale è una finestra aperta sull’altro, un segno visibile di ciò che accade ogni giorno in quel luogo: persone che arrivano da storie difficili, da lontananze geografiche e interiori, trovano qui un tempo per essere ascoltate, riconosciute, sostenute. Le opere realizzate non sono semplici decorazioni, ma racconti visivi che rendono tangibile il valore dell’incontro.

Con il progetto ideato da Greta Dickmann gli studenti si sono impegnati nella composizione di silhouette umane, impreziosite da motivi floreali e naturalistici che ne delineano la personalità e la ricchezza interiore. I colori diversi che distinguono ogni figura parlano dell’unicità di ciascuno, ma anche della forza che nasce dallo stare insieme. I fiori che sbocciano sui corpi raccontano la bellezza che germoglia quando qualcuno si sente accolto, rispettato, amato. È un invito a guardare l’altro con occhi nuovi, scoprendone la dignità e il potenziale.

Sveva Capanna ha scelto un linguaggio astratto ma immediato: fasci di colore che si irradiano da un punto centrale, come onde che si propagano nello spazio. È l’immagine di un nodo vivo, un crocevia di culture, lingue, storie che nel Centro trovano un punto d’incontro e si aprono verso nuove direzioni. Le bande cromatiche, dinamiche e armoniche, suggeriscono movimento, crescita, trasformazione. L’opera esprime con semplicità l’energia che si sprigiona quando le persone si riconoscono parte di un cammino comune.

La proposta di Flavia Francese ha portato sulle pareti impronte digitali e orme di piedi, ognuna decorata con i colori delle bandiere di diversi Paesi del mondo. Un’immagine potente, che unisce il simbolo dell’identità personale con quello del cammino condiviso. Ogni impronta è diversa, ma tutte vanno nella stessa direzione: quella di una convivenza possibile, di una storia nuova da scrivere insieme. L’opera invita a riconoscere la bellezza della pluralità, dove nessuno è invisibile e ogni passo lascia un segno prezioso.

Insieme, questi murales compongono un dialogo silenzioso ma eloquente. Le pareti del Centro, un tempo spoglie, oggi raccontano: parlano di speranza, di rinascita, di fiducia. Diventano simbolo di una comunità che accoglie e si lascia trasformare dall’incontro con l’altro.

Per chi entra in questo luogo, d’ora in poi, non sarà più solo un Centro di Ascolto: sarà uno spazio abitato anche dall’arte, che restituisce dignità e bellezza, e ci ricorda che l’integrazione non è un concetto astratto, ma un processo fatto di volti, di mani, di colori. E che, come ogni opera d’arte, richiede tempo, cura e uno sguardo capace di vedere oltre.

murales via ripetta

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