Ponti di carta: lo scambio epistolare tra due centri di accoglienza

Come ricordava Papa Francesco nella sua enciclica Laudato sì, «Un’ecologia integrale è fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo» (Laudato si; V, 230). L’enciclica ha aperto a un nuovo sguardo sullo sviluppo umano, fondato sul riconoscimento dell’interconnessione profonda tra ambiente naturale, relazioni sociali e contesto culturale. Al centro, vi è la relazione tra spazio fisico e tessuto sociale, elemento essenziale per ogni autentico percorso di crescita, personale e collettivo.

È proprio in questa prospettiva che nasce “Ponti di carta”, promossa dal Laboratorio di Ecologia Integrale della Caritas di Roma. Un’iniziativa di scambio epistolare tra due centri di accoglienza: il Centro “Ferrhotel”, gestito dalla Caritas di Roma nell’ambito del Sistema Accoglienza Integrata , e il CPIM “Tata Giovanni”, che accoglie minori stranieri non accompagnati.

Con la volontà di stimolare una corrispondenza scritta tra gli ospiti, si è offerto uno spazio di espressione che ha permesso di condividere aspettative, riflessioni e frammenti di quotidianità. La lettera – strumento antico e profondamente umano – si è così riscoperta strumento di relazione autentica, capace di creare nuovi legami affettivi, di rafforzare l’esercizio della lingua italiana e di tutelare, al contempo, l’identità e la riservatezza degli ospiti.

L’atto dello scrivere ha assunto il valore di un gesto ecologico in sé: un’azione lenta e consapevole che invita a riflettere sul tempo vissuto come ospite delle strutture e sulla possibilità di aprirsi in uno scambio di umanità condivisa.

A: “Mi piace solo guardare il mare”
B: “Vorrei consigliarti di provare a superare la paura del mare”

Grazie al supporto dei giovani volontari del Servizio Civile Nazionale, i nostri ospiti hanno così condiviso le loro sensibilità attraverso lo schermo della lettera. La penna si è fatta portatrice di una sintesi pronta a interrogare l’Altro sulle proprie esperienze e aspettative future. Le lettere sono diventate un mezzo per esprimere emozioni difficili, infatti, spesso diventa complicato definirle ad alta voce. Per uno dei due ragazzi, questo dialogo epistolare è stato un passaggio chiave all’interno di un percorso psicologico, permettendogli di elaborare vissuti complessi e sentirsi meno solo.

La fase conclusiva del progetto ha rappresentato il culmine di un percorso di conoscenza virtuale, concretizzandosi nell’attesissimo incontro dal vivo tra i corrispondenti. Nonostante la familiarità acquisita attraverso lo scambio, l’incontro fisico ha segnato il passaggio da una conoscenza intellettuale a una relazionale. Questa giornata, dedicata alla scoperta reciproca, si è rivelata un’esperienza trasformativa, culminata nella creazione di un giardino condiviso, in attività artistiche come il disegno e nella visione di un film.

Momenti di interazione e collaborazione pratica hanno sostituito quel ponte di carta con un’amicizia pronta a superare le barriere dell’estraneità.

Di Michele Caliani e Elisa Murgia

Il progetto del Giardino Condiviso presso la struttura SAI Ferrhotel di Caritas Roma. In particolare, i fiori piantati dai due ragazzi durante la giornata di incontro.
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