L’iniziativa coinvolge 14 parrocchie e punta a una nuova forma di vicinanza agli anziani, rendendo protagoniste le comunità
In una società iperconnessa, ma dove si è paradossalmente sempre più soli, una visita di un paio d’ore, la compagnia per piccole commissioni, possono fare davvero la differenza. In quest’ottica la Caritas di Roma ha avviato “Quartieri solidali”, progetto che dà un significato nuovo al concetto di assistenza agli anziani, coinvolgendo le comunità. Finanziato con i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, è diventato un modello virtuoso «perché vede la partecipazione attiva degli abitanti del quartiere nella costruzione del progetto e delle attività» riflette Gianni Pizzuti, responsabile dell’area volontariato della Caritas di Roma.
Promosso in stretta sinergia con le parrocchie, il progetto «si fonda sull’idea che il benessere degli anziani possa essere migliorato attraverso piccoli gesti, ascolto attivo, attenzioni quotidiane», sottolinea Pizzuti. Al momento le parrocchie coinvolte sono 14 in diversi settori della città, dal centro alla periferia. Con il tempo alcune realtà o hanno sospeso il progetto o lo portano avanti autonomamente in base alla creatività dei volontari, che possono essere parrocchiani o persone che si avvicinano alla parrocchia con il desiderio di mettere a disposizione il proprio tempo.
La parrocchia San Carlo da Sezze, ad Acilia, nel settore Sud, ha avviato “Quartieri solidali” all’inizio dell’anno. «Possiamo definirla l’opera simbolo della parrocchia per il Giubileo – dichiara il parroco don Simone Giovannella -. Molti parrocchiani hanno dato la propria disponibilità perché hanno capito che possono fare la differenza anche solo con un paio d’ore a settimana. È una forma di carità flessibile che si adatta alle esigenze di chi vuole aiutare».
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