Il 21 gennaio scorso, presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater, ha preso ufficialmente il via il corso di alta formazione “Il pensiero sociale della Chiesa. Linee di azione”, promosso dalla Caritas diocesana di Roma con l’Associazione Volontari Caritas Roma.
Con oltre ottanta iscritti, l’iniziativa ha registrato un’adesione straordinaria, segno di un bisogno profondo di strumenti conoscitivi e di confronto per chi opera quotidianamente nell’ambito della solidarietà.
Il percorso risponde a una richiesta esplicita emersa già durante la giornata di promozione dell’associazione “Tessere… relazioni di cura” del giugno precedente, evidenziando la necessità di offrire ai volontari spazi propri di crescita che superino la specificità del singolo servizio prestato. L’obiettivo centrale è trasformare la Dottrina Sociale da insieme di norme a patrimonio vivo, una sorta di “teoria incarnata” capace di dialogare costantemente con la vita delle persone e con le ferite della città.
Nell’intervento di introduzione del corso, Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana, ha evidenziato come la finalità primaria sia quella di «riscoprire la ricchezza della Dottrina Sociale della Chiesa come “bussola” per interpretare e leggere i molteplici e spesso contraddittori segni del nostro tempo, coltivando la speranza, nonostante la drammaticità dei conflitti armati cresciuti negli ultimi anni in tanti Paesi del mondo». Il corso si propone come un “abbraccio invisibile” che sostiene chi si sente smarrito di fronte ai cambiamenti sociali e rigenera chi, dopo anni di servizio, rischia di veder sbiadire le motivazioni originarie sotto il peso della routine.
In una Roma profondamente mutata, dove le povertà assumono volti sempre nuovi e complessi, per Trincia «la formazione diventa un ponte tra generazioni diverse di animatori della carità, creando un linguaggio comune basato sulla dignità della persona, la solidarietà e la sussidiarietà».
Dopo l’introduzione di Trincia, la lezione inaugurale “Uomo nuovo e linguaggio della cura” è stata tenuta da Claudia Caneva e don Davide Lees, rispettivamente preside e vicepreside dell’Istituto. La parte esperienziale, che si terrà in ognuna delle lezioni del percorso, ha visto questa volta la testimonianza di Simone Cocciante, responsabile del Centro di ascolto diocesano della Caritas in Via Marsala.