Il Papa a Ponte Mammolo: «Tutti uguali nell’abbraccio della carità»

«Il Vangelo ci invita a uno spirito diverso, quello dell’accoglienza». Papa Leone XIV è arrivato a Ponte Mammolo con parole semplici e dirette, pronunciate incontrando per primi i più fragili: persone con disabilità e ammalati radunati nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. Da qui è partita la sua nuova visita pastorale in questa periferia di Roma, dove la fede quotidiana si intreccia con l’impegno concreto della comunità.

Il Papa ha guardato a ciò che accade ogni giorno nel quartiere, riconoscendo il lavoro silenzioso di chi si prende cura degli altri. «So che aiutate tanti fratelli e sorelle, provenienti da altri Paesi, a inserirsi qui: a imparare la lingua, a trovare una casa dignitosa e a esercitare un lavoro onesto e sicuro». Un riferimento diretto al lavoro che la parrocchia porta avanti anche attraverso i servizi Caritas, punto di riferimento per molte famiglie e per chi arriva in città cercando una possibilità nuova.

«Non mancano le difficoltà, purtroppo talvolta accentuate da chi, senza scrupoli, approfitta della condizione di indigenza dei più deboli per fare i propri interessi», ha osservato il pontefice. Per questo ha voluto esprimere riconoscenza alla comunità: «Sono al corrente di quanto tutti voi vi impegnate a far fronte a queste sfide, attraverso i servizi della Caritas, le Case-famiglia per l’accoglienza di donne e mamme in difficoltà e molte altre iniziative».

Nel suo discorso Papa Leone XIV ha poi richiamato una riflessione di sant’Agostino sulla carità. «Quale volto ha l’amore? Quale forma, quale statura, quali piedi, quali mani?», scrive il santo. L’amore, spiega, «ha i piedi, che conducono alla Chiesa; ha le mani, che donano ai poveri; ha gli occhi, coi quali si viene a conoscere colui che è nel bisogno». E l’invito finale è stato semplice e diretto: «Tenetela, abbracciatela: niente è più dolce di essa».

La visita a Ponte Mammolo ha concluso il ciclo delle cinque visite compiute dal Papa nelle comunità della Diocesi di Roma nelle settimane che precedono la Pasqua. Alla celebrazione ha partecipato anche una famiglia di origine peruviana la cui figlia riceverà il Battesimo durante la Veglia pasquale.

Nel cortile dell’oratorio, accanto al campo da basket, l’attesa si è riempita di voci e di famiglie. In molti hanno raccontato quanto questa parrocchia rappresenti un punto di riferimento per il quartiere, un luogo dove si cresce insieme e dove nessuno resta solo.

C’è anche chi è tornato da altri quartieri della città pur di essere presente, perché qui ha vissuto anni importanti della propria vita. Tra loro una mamma che racconta come i suoi figli rappresentino ormai la terza generazione della famiglia a frequentare questa parrocchia.

«È come sentirsi a casa», ha detto. «Qui i bambini imparano ad accorgersi degli altri, soprattutto di chi ha più bisogno. È questo che conta davvero».

papa a ponte mammoloFoto: Vatican Media

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