Conoscere la storia della città in cui si vive è anche un modo per sentirsi parte di essa. Con questo spirito il Ferrhotel, centro di accoglienza SAI della Caritas di Roma, ha aderito a Zefiro, progetto che promuove itinerari artistico-culturali a Roma nato dalla collaborazione tra Caritas Art e l’Associazione Culturale Romei 25.
L’iniziativa propone uscite guidate e momenti di confronto per avvicinare i partecipanti alla storia della città, valorizzando la cultura come strumento di incontro. In questo quadro, una visita dedicata al mito delle origini di Roma ha coinvolto ospiti di differenti nazionalità (Cina, Gambia, Mali, Camerun, Niger, Russia), insieme a volontari e operatori del Centro per richiedenti e titolari di protezione internazionale.
Sabato 28 marzo, sotto la guida di Claudia Cupis, il gruppo ha seguito un percorso storico-artistico iniziato dal Circo Massimo, l’antico stadio destinato alle corse dei carri: oggi è un’ampia valle verde, ma per secoli ha ospitato spettacoli e feste capaci di richiamare folle da tutto l’Impero. Da qui la passeggiata è proseguita verso il Foro Romano, dove tra colonne e archi si è rievocata la leggenda di Romolo e Remo e, davanti ai resti dei templi e delle basiliche, si è provato a immaginare la vita quotidiana di duemila anni fa. La salita al Campidoglio, con la piazza progettata da Michelangelo e l’affaccio sui Fori, ha offerto uno sguardo d’insieme sulla grandezza di Roma e sul suo patrimonio culturale.
La visita è continuata al Teatro Marcello, esempio di architettura romana che ancora dialoga con la città contemporanea, e poi, attraversato il Tevere, all’Isola Tiberina, da sempre legata ai temi della cura e dell’accoglienza. Da qui il gruppo ha raggiunto il Ghetto ebraico, luogo di memoria e identità: particolarmente significativo l’incontro con le pietre d’inciampo, che ricordano le vittime delle deportazioni nazifasciste e invitano a fermarsi, leggere i nomi e riflettere sul valore della dignità umana. Il percorso si è poi concluso al Foro Boario, antico snodo commerciale della Roma repubblicana, tra i templi di Ercole e Portuno, dove i partecipanti hanno scoperto un volto meno noto della città e delle sue stratificazioni.
La giornata si è chiusa con un momento di convivialità: in allegria è stata condivisa un’ottima insalata di riso preparata in struttura dai ragazzi del servizio civile, Luca e Matteo. Non solo un’esperienza culturale, dunque, ma anche un’occasione concreta di dialogo e integrazione, attraverso la scoperta condivisa della città e delle sue radici.


