Open day allo Spazio “Ohana”: un servizio per l’infanzia nel segno della fraternità

Crescere insieme, prendersi cura, riscoprire la natura come spazio educativo. Sono questi i pilastri dello Spazio gioco “Ohana”, il centro diurno per l’infanzia promosso dalla Caritas di Roma presso la parrocchia di San Bernardino da Siena, che lo scorso 23 aprile ha aperto le sue porte alle famiglie con un Open Day pensato per far conoscere da vicino una realtà che è già, per molti, un punto di riferimento.

“Ohana”, parola che significa famiglia, racconta fin dal nome la sua vocazione: offrire uno spazio accogliente e sereno dove i più piccoli possano crescere attraverso il gioco, il contatto con la natura e attività creative, mentre le famiglie trovano ascolto, sostegno e relazioni.

Durante la giornata è stato possibile visitare gli ambienti, gli spazi all’aperto e incontrare gli operatori, condividendo un momento di comunità che ha restituito il senso più profondo del progetto: costruire legami.

A sottolinearlo è don Ruben Gallegos Rivera, parroco della comunità ospitante, che ha parlato di un dono che va oltre i confini del quartiere: «Spazi dedicati all’infanzia ma soprattutto all’accoglienza delle famiglie. È un’occasione che abbraccia anche i quartieri circostanti. Per la parrocchia è una grande benedizione poter accogliere questa realtà, perché rende concreto ciò che il Vangelo insegna: è Cristo che forma le famiglie, che crea legami di unità e amore. Nella quotidianità, queste famiglie possono portare nelle loro case questa esperienza di amore e di fede».
Lo spazio gioco “Ohana” si inserisce, infatti, tra le iniziative interculturali della Caritas diocesana, con l’obiettivo di affiancare le famiglie più fragili del territorio, offrendo non solo servizi ma una vera esperienza di comunità.

Un’esperienza che, come sottolinea il direttore della Caritas di Roma, Giustino Trincia, parla a tutti: «La fraternità è tale se riesce a parlare alle diverse generazioni, culture e tradizioni. La nostra è un’esperienza che si ispira al Vangelo e che, come ha ricordato anche papa Francesco nell’enciclica “Fratelli tutti”, trova la sua bellezza negli aspetti più concreti e quotidiani, dove la dignità della persona e della vita umana, a partire dai bambini, viene riconosciuta e custodita. Qui tocchiamo con mano una gioia condivisa. Mettere al centro i bambini significa rendere più bella una convivenza che spesso è difficile per tutti. Questo è un segno di speranza: non è solo un progetto, ma una buona pratica già in atto, capace di crescere e diffondersi in altre realtà».

Fondamentale per la realizzazione dello spazio è stato il contributo della Fondazione Protettorato di San Giuseppe, che ha sostenuto gli interventi di riqualificazione. La presidente, Elda Melaragno, ha evidenziato con forza il valore concreto di iniziative come questa: «Per chi opera accanto alle fragilità, è motivo di grande soddisfazione vedere realizzato qualcosa che risponde a bisogni reali, portando serenità nelle famiglie in difficoltà. È una forma concreta di generosità che costruisce fraternità. Dobbiamo lavorare perché questo diventi patrimonio di tutti: creare servizi che sostengano le fragilità e promuovano l’inclusione sociale».

Elda Melaragno ha inoltre richiamato l’importanza della collaborazione tra realtà diverse: «Questo progetto è un esempio concreto di integrazione tra soggetti che operano a vario titolo nel campo sociale, come la Caritas e la nostra fondazione. Stiamo mettendo in atto azioni concrete e siamo pronti ad assumere nuovi impegni, anche finanziari, per sostenere servizi capaci di rispondere ai bisogni dei minori e delle loro famiglie».

Nel cuore della periferia, “Ohana” si presenta così non solo come uno spazio per bambini, ma come un luogo vivo di incontro, inclusione e comunità. Un segno concreto di fraternità che cresce quando qualcuno sceglie di prendersi cura dell’altro.

Foto: Copyright © Caritas Roma 2026

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