Povertà abitativa a Roma. Trincia: «Lo scandalo dei B&B»

Intervistato da RomaSette.it, il direttore della Caritas di Roma torna a denunciare la crisi della povertà abitativa e lancia l’allarme per la crescita esponenziale degli affitti brevi. 

«Anzitutto dobbiamo parlare di povertà abitativa e non di emergenza casa perché ormai è una condizione strutturale e quindi non un evento improvviso e imprevedibile. È un problema che esiste da decenni». È la denuncia di Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma, che spiega quali i motivi di questa condizione, come bisognerebbe intervenire e cosa fa la Chiesa di Roma.

Trincia, cosa è urgente fare?
È indispensabile agire su più livelli. Il primo sicuramente è quello di rendere molto più efficace ed efficiente la gestione del patrimonio pubblico, superando anche la distinzione che c’è nella gestione tra le proprietà della Regione e quelle di Roma Capitale. Avere a che fare con un unico ente gestore credo che possa solo semplificare perché c’è ancora molto da fare, nonostante gli sforzi degli ultimi anni di cui dobbiamo dare atto. Ci sono da migliorare tempi di assegnazione, tempi di riassegnazione, una volta che le case per qualche motivo vengono restituite, c’è tutta la questione della manutenzione. Ci sono poi molti edifici pubblici che non sono di fatto utilizzati, magari non sono appartamenti ma potrebbero essere riconvertiti.

E sul fronte dell’edilizia privata?
Far sì che si rimettano sul mercato degli affitti decine di migliaia di appartamenti vuoti. Questo si può fare solo migliorando e rafforzando le garanzie dei piccoli proprietari. Moltissimi non affittano perché hanno paura di non poter tornare in possesso dell’appartamento, una volta scaduto il contratto di affitto, hanno paura di non essere pagati, hanno paura dei tempi lunghi per recuperare un appartamento.

Però molti di loro hanno scelto il mercato degli affitti brevi.
Io lo chiamo lo scandalo dei B&B, cresciuto in maniera esponenziale. In questo caso bisogna agire con la leva fiscale. Da un lato incentivare i piccoli proprietari ad affittare, dall’altro disincentivare il ricorso all’affitto breve. Ben 41mila le offerte di affitti brevi sulle piattaforme online solo a Roma, significa togliere dal mercato 41mila possibilità. E questo innesca anche la spirale dell’aumento vertiginoso dei canoni di affitto.

E chi la casa la perde?
Sull’abitare resta il dramma dei senza dimora, di coloro che vivono in grande precarietà abitativa. Secondo i dati delle università di Roma del marzo 2025, abbiamo 114mila famiglie in condizioni di fragilità abitativa. Numeri impressionanti; per non dimenticare i circa 70mila studenti fuori sede che a Roma si trovano completamente in balia di chi affitta una camera ormai a 500 euro a letto.

E la Chiesa cosa fa?

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Continua a leggere l’intervista di Antonio Maria Mira a Giustino Trincia su RomaSette.it

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