Le parole della salute: un laboratorio per orientarsi tra diritti, cure e servizi

Conoscere le parole della salute significa anche poter riconoscere i propri diritti, orientarsi nei servizi e chiedere aiuto quando è necessario. Con questo obiettivo si è concluso presso la Scuola di italiano del Centro di Ascolto per Migranti e Rifugiati di via delle Zoccolette 19 il laboratorio linguistico “Le parole della salute”, dedicato all’approfondimento del tema della salute.

Il percorso si è svolto nell’ambito del Progetto n. 163/2026 “Housing Sociale Don Roberto Sardelli”, finanziato grazie ai fondi CEI 8×1000, ed ha integrato l’apprendimento della lingua italiana con informazioni pratiche sull’accesso alle cure e sulla tutela sanitaria.

La salute rappresenta infatti una dimensione imprescindibile di ogni percorso di inclusione sociale. Per questo il progetto ha previsto l’integrazione di interventi abitativi con azioni specifiche di tutela sanitaria, riconoscendo che l’accesso alle cure costituisce una condizione essenziale per costruire percorsi di autonomia, partecipazione e piena cittadinanza.

Il laboratorio ha avuto dunque l’obiettivo di rimuovere le barriere informative e sostenere persone che spesso sperimentano ostacoli e discriminazioni nell’accesso a servizi sanitari di qualità.

Particolare attenzione è stata dedicata alle persone che presentano condizioni di maggiore vulnerabilità, tra cui persone senza dimora, migranti, richiedenti asilo e persone che vivono situazioni di esclusione sociale e sanitaria. In molti casi si tratta di persone che hanno alle spalle percorsi segnati da traumi, sfruttamento, violenze o lunghi periodi di marginalità, elementi che possono incidere profondamente sul benessere fisico e psicologico.

Il percorso è stato realizzato grazie all’impegno dei docenti volontari della Scuola di italiano, che hanno dedicato una prima fase delle lezioni all’apprendimento del lessico, affrontando temi come le parti del corpo, i sintomi e le principali malattie. Le attività sono state adattate ai diversi livelli di apprendimento, comprese le classi rivolte a persone analfabete.

Successivamente è stato proposto un modulo sul diritto alla tutela sanitaria, con l’ausilio di slide e materiali audiovisivi, calibrato sulle competenze linguistiche di ciascuna classe. Gli incontri hanno affrontato in modo pratico temi quali la tessera sanitaria, le possibili alternative per chi non ne è in possesso, la documentazione necessaria per accedere ai servizi, le modalità di scelta del medico di base e del pediatra e i principali punti di accesso al sistema sanitario.

«Le lezioni si sono rivelate un prezioso momento di confronto, partecipazione e crescita condivisa, vissuto con interesse, curiosità e attenzione dagli studenti di tutti i livelli», racconta Annamaria, volontaria in Servizio civile universale. «Oltre a rappresentare un’importante occasione di approfondimento su tematiche sanitarie, il percorso ha permesso di affrontare il tema della salute come diritto fondamentale, offrendo così significativi spunti di educazione civica.

Il dibattito in aula è stato particolarmente vivace e stimolante grazie al coinvolgimento attivo degli studenti, che hanno arricchito gli incontri condividendo esperienze personali e punti di vista provenienti dai propri Paesi d’origine. Nel corso degli incontri sono emerse anche numerose difficoltà legate all’accesso ai servizi sanitari. Diversi studenti hanno raccontato di aver ricevuto in passato informazioni poco chiare o contrastanti, arrivando talvolta a rinunciare a richiedere prestazioni o all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale pur avendone diritto.

Il confronto in aula ha rappresentato quindi un’importante occasione per chiarire dubbi, condividere informazioni corrette e rafforzare la consapevolezza dei propri diritti. La possibilità di confrontarsi apertamente, porre domande e ricevere indicazioni affidabili ha contribuito a creare un clima di fiducia e maggiore consapevolezza rispetto ai propri diritti sanitari.

È emerso inoltre un forte interesse verso argomenti di immediata utilità nella vita quotidiana, non solo per gli studenti stessi ma anche per amici, familiari e conoscenti. Questo aspetto mostra come il valore pedagogico e informativo del corso non si esaurisca in aula: ogni conoscenza condivisa dagli studenti può propagarsi, generando un impatto positivo che si estende ben oltre le mura scolastiche».

Condividi