Casa San Giacomo, l’8xmille che diventa accoglienza concreta per famiglie e giovani

Nel cuore di Roma, grazie anche al sostegno dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, una palazzina della Caritas diocesana accoglie famiglie con minori in situazioni di grave fragilità, studenti universitari e persone arrivate nella Capitale per necessità di cura.

È Casa San Giacomo, in via del Corso 499, attiva da dieci anni dietro a un portone verde smeraldo, tra il traffico del centro storico e le vetrine affollate di turisti. Inaugurata nel 2016 per intuizione dell’allora direttore della Caritas diocesana, il cardinale Enrico Feroci, la struttura può ospitare fino a sette famiglie con minori, accompagnandole in un percorso verso l’autonomia.

Oggi vi abitano nuclei provenienti da Filippine, Camerun, Senegal, Tunisia, Cuba e Palestina, questi ultimi arrivati in Italia grazie ai corridoi umanitari. Le storie accolte portano spesso un carico pesante di sofferenza: bambini feriti dai bombardamenti, orfani di guerra o affetti da gravi patologie. Ogni famiglia dispone di un alloggio indipendente, con letti, piano cottura e bagno, e può restare per un massimo di due anni. Altri due monolocali sono riservati all’accoglienza temporanea di famiglie a Roma per le cure dei figli all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Dallo scorso anno, l’ultimo piano della palazzina è destinato a sei studenti universitari, alcuni dei quali privi delle risorse economiche necessarie per sostenere un affitto a Roma. Anche per loro la permanenza massima è di due anni, per garantire il ricambio e offrire questa opportunità ad altri giovani.

Come spiega Maria Francesca Posa, responsabile dell’Area minori e famiglie della Caritas diocesana, nell’intervista realizzata da Roberta Pumpo per il settimanale diocesano Roma Sette, «era importante riservare ai giovani uno spazio di accoglienza e di formazione alla vita comunitaria, oltre che far vivere loro esperienze di carità» anche nella vicina parrocchia di San Giacomo in Augusta. «È un modo per coinvolgere i giovani che non hanno ancora un percorso di fede strutturato – prosegue -. Vorremmo gradualmente stimolare tutto il mondo giovanile che ruota intorno alla Caritas».

Tra gli studenti c’è Flavia, 21 anni, di Napoli, iscritta a Giurisprudenza. Per lei Casa San Giacomo è «una grande opportunità di formazione che risponde a tante domande sul senso della vita, su quello che si vuole creare in futuro». Con gli altri giovani si impegna «per donare momenti di normalità ai bambini che vengono da contesti di guerra e favorire un clima di fiducia per essere adulti di riferimento».

Sara, 30 anni, di Osimo, laureata in Medicina, racconta di essersi «totalmente affidata al Signore» per questa nuova esperienza. Fin dal primo momento ha «percepito la struttura come una vera e propria casa. Le difficoltà non mancano – ammette -, siamo tutti diversi, ma anche le difficoltà fanno crescere». Per entrambe è importante imparare a stare insieme nella diversità e donare tempo agli altri, perché nei momenti difficili «la differenza sta tutta nell’affrontarli da soli o con qualcuno accanto».

Il servizio dei giovani si estende anche alla parrocchia. «Da molti anni, dal martedì al sabato, prepariamo la prima colazione per i senza dimora della zona – spiega il parroco don Giuseppe Trappolini -. I ragazzi di Casa San Giacomo ci aiutano a riordinare gli scaffali, a ritirare i prodotti e a distribuirli la mattina. Sono inoltre un valido aiuto per il catechismo».

Nella palazzina ci sono anche una cappellina, una ludoteca, aule per la scuola di italiano, spazi di condivisione e un terrazzo dove si cena insieme e si festeggiano i compleanni. A coordinare questo microcosmo contribuisce una famiglia missionaria spagnola della Comunità Adsis: Lluis, docente di sociologia alla Sapienza, la moglie Margarita e i figli Maria e Alessandro.

«È una bellissima esperienza di comunità – afferma Lluis –. Le porte sono sempre aperte, le famiglie si sostengono reciprocamente. A prevalere è il linguaggio universale dell’amore». Per Marisa, dell’Istituto secolare delle Piccole Apostole della Carità, Casa San Giacomo è «una testimonianza di rispetto, accoglienza, ascolto reciproco. È la prova che la convivenza tra persone provenienti da luoghi tanto diversi tra loro non è solo possibile ma è una grande ricchezza».

Grazie anche all’8xmille alla Chiesa cattolica, Casa San Giacomo continua così a essere un luogo in cui accoglienza, cura e formazione si intrecciano ogni giorno, offrendo a famiglie e giovani non solo uno spazio in cui abitare, ma una comunità in cui ricominciare.

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