«Voi siete il tesoro nascosto della Caritas». La Giornata mondiale degli anziani a Santa Giacinta

«Voi siete il tesoro nascosto di questo luogo, le perle preziose di storia e di umanità». Con queste parole don Aldo Buonaiuto, vicedirettore della Caritas diocesana di Roma, ha celebrato la scorsa domenica, 26 luglio, la Santa Messa nella chiesa di Santa Giacinta, all’interno della Cittadella della Carità, in occasione della VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani.
 
Tornato da una settimana a presiedere le celebrazioni domenicali nella Cittadella, il sacerdote ha rivolto il suo pensiero soprattutto agli ospiti del Centro di accoglienza per persone senza dimora, molti dei quali anziani, riconoscendone il valore e la dignità.
 
Prendendo spunto dal Vangelo della domenica, don Buonaiuto ha paragonato la Cittadella al campo in cui viene scoperto il tesoro nascosto: «Questo luogo lo sento come quel campo di cui ci parla il Vangelo di oggi, dove viene trovato il tesoro nascosto e penso che questo tesoro siate proprio voi, cari amici di Santa Giacinta». Ed ha aggiunto: «La vostra presenza unita a quella di Gesù ci dice che siete proprio voi quelle perle preziose di storia e di umanità, di amore e di profezia, dove ogni persona unica e irripetibile è soggetto attivo di vita».
 
Parole che hanno posto al centro le persone accolte dalla Caritas, considerate non destinatari di assistenza ma protagonisti di una storia che continua a generare speranza. «I vostri sguardi e sorrisi, anche le piccole rughe e gli acciacchi dell’età, ma soprattutto le fatiche interiori e a volte la sofferenza della solitudine parlano nei nostri cuori», ha affermato. «Noi vi sentiamo come i nostri nonni, i nonni della Caritas di Roma e di tutta la Chiesa; vi sentiamo parte della nostra esistenza nel desiderio di tenerci per mano per essere insieme un faro di quella luce divina che illumina le coscienze dicendo al mondo che ogni vita è bellezza e nessuno è inutile e nessuno merita di essere scartato o respinto».
 
L’omelia si è poi allargata al significato della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, invitando tutti a riconoscere il ruolo insostituibile della terza età. «Siamo tutti chiamati a guardarci dentro per far affiorare i nostri ricordi più intimi e profondi così da onorare e riconoscere il ruolo fondamentale che la terza età ha nella famiglia, nella società e nella Chiesa». Una presenza, ha sottolineato, «che non appartiene solo al passato, ma continua a generare senso, orientamento e speranza nel tempo presente».
 
Richiamando la memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù, don Buonaiuto ha ricordato la promessa del Signore attraverso le parole del profeta Isaia: «”Non ti dimenticherò mai”. Parole che ogni nipote reca scolpite nel cuore e che riempiono di consolazione e di fiducia». Per questo, ha osservato, «l’amore di Dio, come quello dei nonni, si offre come atto di giustizia e risposta agli interrogativi dell’esistenza, indicando che nessuna vita è marginale o priva di valore».
 
Il sacerdote ha quindi denunciato il rischio che gli anziani siano vittime dell’indifferenza in una società che fatica ad accogliere la fragilità. «Papa Francesco coniò per la terza età l’efficace espressione “nuovo popolo”. Il numero di anziani, infatti, non è mai stato così alto nella storia umana. Si tratta, va ribadito in modo inequivocabile, di un’ancora di salvezza e non di una zavorra».
 
In conclusione, un forte richiamo alla responsabilità di tutta la comunità: «La tutela e l’inclusione delle persone avanti con gli anni sono una sfida fondamentale per umanizzare il presente e il futuro». Perché, ha concluso don Buonaiuto, «nessuno si salva da solo: una società è davvero sana quando cresce insieme a tutti i suoi membri e non lascia indietro nessuno. Occorre ripartire dal valore della solidarietà intergenerazionale, dal sostegno ai non autosufficienti, dall’attuazione concreta delle leggi di settore e da un rinnovato senso di responsabilità condivisa».
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