Dalla solidarietà alle opportunità: Taiwan sostiene due progetti Caritas

Un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà e ai giovani delle periferie romane. È quello arrivato dall’Ambasciata della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede, che oggi, mercoledì 9 settembre, nella Sala degli Imperatori del Palazzo Lateranense, ha consegnato alla Caritas diocesana di Roma un assegno di 72mila euro destinato a due progetti di promozione umana: gli Empori della Solidarietà e il Centro di aggregazione giovanile «Work In Progress».

A consegnare l’assegno è stato l’ambasciatore di Taiwan presso la Santa Sede, Sua Eccellenza Anthony Chung-Yi Ho. Alla cerimonia era presente il cardinale vicario Baldo Reina, che ha dato il benvenuto alla delegazione diplomatica taiwanese ed espresso gratitudine per il gesto di solidarietà rivolto alle famiglie svantaggiate e ai giovani della periferia della Capitale.

«Desidero esprimere la nostra profonda gratitudine per il sostegno accordato a due progetti di particolare valore – ha detto il direttore della Caritas di Roma, Giustino Trincia – perché pongono al centro la dignità, la cura e la promozione della persona e promuovono la testimonianza della carità».

Per Trincia, le due iniziative rappresentano una concreta attuazione di quella «custodia della persona umana» sulla quale «il Santo Padre e Vescovo di Roma, Papa Leone XIV, tanto si sofferma nella sua prima Enciclica “Magnifica humanitas” e nell’intero suo Magistero». Un’impostazione particolarmente significativa in una città come Roma, «in crescita da anni dal punto di vista macroeconomico», ma che «contiene in sé, oltre ad una straordinaria offerta di bellezza e di storia, un emblema delle contraddizioni del nostro tempo in termini di crescita continua delle disuguaglianze e delle solitudini».

Il primo progetto sostenuto riguarda gli Empori della Solidarietà, esperienza nata proprio a Roma nel 2008 e oggi presente con cinque strutture al Casilino, a Montesacro, al Trionfale, al Don Bosco e a Spinaceto. Gli Empori offrono attualmente un aiuto alimentare a 750 famiglie, per un totale di almeno 2.500 persone.

Il contributo consentirà di rafforzare il servizio andando oltre la sola distribuzione di alimenti e prodotti di prima necessità. «Gli empori potranno diventare “parlanti”», ha spiegato Trincia, attraverso attività di «educazione alimentare delle famiglie», di «promozione della cultura del cibo» e, progressivamente, di «educazione finanziaria di base per persone che spesso hanno difficoltà a gestire le poche risorse di cui dispongono».

Un percorso che punta dunque a trasformare il sostegno alimentare in un’occasione di accompagnamento e crescita, aiutando le persone a sviluppare consapevolezza e capacità, oltre a rispondere al bisogno immediato.

Il secondo progetto è «Work In Progress», il Centro di aggregazione giovanile che, nel settore Sud di Roma, potrà coinvolgere almeno 250-300 giovani. A promuoverlo sono le parrocchie della XXVII Prefettura della Diocesi di Roma, a partire dalle comunità di San Carlo di Sezze, Santa Melania Juniore e San Timoteo.

L’obiettivo è offrire ai ragazzi uno spazio di incontro e di crescita. «Le parrocchie si stanno adoperando per fornire alternative di crescita umana e spirituale e di valorizzazione dell’energia e della creatività di giovani altrimenti destinati a sperimentare forme di povertà per loro oggi tipiche», ha sottolineato il direttore della Caritas.

A unire i due progetti, ha osservato Trincia, sono «almeno tre elementi». Il primo è «il desiderio di dare slancio con le comunità parrocchiali coinvolte ad una carità che si propone di andare oltre l’assistenza immediata», per puntare «alla promozione umana e allo sviluppo delle potenzialità delle singole persone, soprattutto dei minori e dei giovani».

Il secondo elemento riguarda i territori interessati. «È la periferia romana, lì dove si fa più acuta l’assenza o la carenza di servizi e di luoghi di incontro e di socializzazione primari; lì dove la solitudine è più marcata; lì dove per coloro che sono ai margini è più alto il rischio di cronicizzare la propria condizione di esclusione sociale».

Il terzo è quello della speranza. «La buona notizia che proviene da questi percorsi animati dalla Caritas e da tutta la Chiesa di Roma» è, secondo Trincia, «l’impegno di tanti animatori della carità all’opera per contrastare la rassegnazione e per coltivare la speranza». Una speranza che cresce «quando si dimostra che cambiare è possibile e che la povertà è superabile ed è prevenibile allorquando c’è un’offerta seria di amore gratuito; di generosità, di creatività e di competenza».

Al termine, Trincia ha ringraziato il cardinale Reina «per la costante attenzione rivolta alle sofferenze e alle povertà della città e per il sostegno assicurato a questi progetti», rivolgendosi poi all’ambasciatore Ho con l’invito a visitare prossimamente le due realtà.

Il contributo dell’Ambasciata di Taiwan, ha concluso, rappresenta «un segno concreto di solidarietà e di fraternità tra i popoli», che la Caritas intende tradurre «in opportunità reali per le persone e le comunità coinvolte», dando conto «con cura del cammino e dei risultati raggiunti».

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