Casal Bruciato, la tutela dei diritti inizia dal salvaguardare i più deboli

La tutela dei diritti inizia dal salvaguardare i deboli, coloro che sono umiliati e sono soli; esclude la violenza e il rancore ma si fonda sulla solidarietà e la legalità; vede le Istituzioni in prima linea ma non può fare a meno della partecipazione attiva e determinata della società in tutte le sue espressioni. Chi chiede giustizia non può urlare, aggredire, umiliare, perseguitare.

Da tre giorni una famiglia rom con dieci bambini è in ostaggio di un gruppo di estremisti che sfruttano la sofferenza per seminare odio. Una situazione che non è tollerabile.

Per questo siamo vicini alla famiglia che vive a Casal Bruciato e invitiamo le autorità a intervenire nei modi più opportuni per sostenere il percorso di integrazione di questa e di molte altre famiglie ed evitare che si ripetano ancora una volta episodi del genere.

Nell’anno pastorale in cui la nostra Diocesi ha rinnovato la scelta di essere in ascolto del “grido della città”, invitiamo le parrocchie, le comunità religiose, le associazioni e i movimenti ecclesiali a scuotersi di fronte alle tante sofferenze familiari, alle situazioni di alienazione o addirittura di sfruttamento vissute nel lavoro, alle ingiustizie subite a causa dei sistemi di corruzione e di clientelismo, alla rassegnazione di chi non cerca più un senso per la vita.

Invitiamo a incontrare coloro che sono soli, a conoscere chi consideriamo diverso, a indignarsi per la violenza e la mancanza di rispetto, a impegnarsi per il bene della città non con le proteste ma con la fermezza di mettere al servizio del Bene Comune la propria esperienza.

Una sollecitazione a essere presenti, a “buttarsi nella mischia” con scelte chiare e visibili: nelle assemblee e nella preghiera, negli ambienti del territorio e dei contesti che la vita pubblica ci offre.

Una presenza che non sia di contrapposizione ma di riconciliazione, che sappia unire le tante periferie geografiche ed esistenziali per aiutarle ad abitare la città: un percorso di condivisione e di conversione per credere oggi nella possibilità di una “rivoluzione della tenerezza” che passi dall’incontro con l’altro.