L’emergenza a Roma non è l’estate ma è la solitudine

Oltre il caldo e lo svuotamento dei quartieri, la vera emergenza dell’estate romana è la solitudine, che colpisce soprattutto anziani e persone fragili. Con il programma “Quartieri solidali”, 14 comunità parrocchiali continuano a offrire ascolto, accompagnamento e occasioni di incontro. Editoriale di Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma.

Al di là della IV ondata di calore che colora di rosso l’estate 2026, la vera emergenza nella Città è la solitudine, in grado di avvolgere e di aggravare i molteplici volti della povertà di tuti i giorni.

Certo il caldo afoso e lo svuotamento dei quartieri accentuano l’isolamento sociale e le fragilità di coloro, in primis le persone anziane, che appartengono a quella città nella città costituita da quel 46% del totale delle famiglie romane residenti composte da una sola persona.

La piaga della solitudine non scelta costituisce però una opportunità per annunciare il Vangelo o semplicemente per praticare la via della fratellanza universale, laddove in comune c’è il desiderio e il piacere di promuovere e di testimoniare in prima persona le relazioni di vicinato, cioè l’essere accanto, il farsi prossimo e il rendersi utile nelle difficoltà della vita quotidiana a chi accanto non ha proprio nessuno.

Bisogna intendersi sulla solitudine che può avere diverse manifestazioni anche molto positive, come quella che viene scelta per la preghiera e per incontrare Dio: Gesù andava spesso sul monte o in luoghi deserti a pregare (Mt 14, 13 e 23; Mc 1,35 e 6,46) e grandi Santi hanno seguito la stessa scelta. La solitudine buona del darsi del tempo per ritrovarsi, per riflettere, lontano dai ritmi ossessivi dei tempi moderni e dei social.

C’è invece la solitudine del cuore, del patire senza qualcuno a cui sostenersi o con cui semplicemente poter parlare, essere ascoltato e ascoltare. C’è la solitudine dell’essere nel bisogno di un aiuto – le tante possibili forme del bisogno – e non poter contare che sulle tue forze, magari ormai fragili.

Ecco è la solitudine cha taglia le generazioni e le condizioni e morde soprattutto i poveri di relazioni; gli isolati, oggi soprattutto gli anziani, senza dimenticare i giovani, tanti bambini e molte donne lasciate sole.

Possiamo fare molto, dobbiamo fare qualcosa per prevenire e contrastare il dolore e il buio che possono accompagnare questa condizione.

Ringrazio di cuore le 14 comunità parrocchiali romane del programma di animazione pastorale promosso dalla Caritas chiamato “Quartieri solidali” che anche in queste torride settimane assicurano una segreteria mobile attiva h24 per raccogliere richieste di aiuto, orientare ai servizi e garantire per il possibile risposte agli anziani; a volte il servizio di trasporto sociale per accompagnare alle visite mediche e agli appuntamenti sanitari; ogni sera, dalle ore 18 in poi, degli spazi e delle occasioni di incontro e di socializzazione nei giardini parrocchiali; la collaborazione con i condomini sociali dei loro territori per organizzare dei momenti di animazione, attività ricreative e occasioni conviviali indispensabili per ravvivare il tessuto relazionale dei quartieri anche in piena estate.

Ecco queste settimane offrono una ricca occasione per promuovere anche il volontariato giovanile, cioè per rivolgersi ai giovani non solo per chiedere loro di spegnere i social ma per proporre di donare un po’ del loro tempo e sentirsi utile per qualche persona sola e ricercare e forse riconoscere il senso della propria vita anche nel dare aiuto a qualcuno diverso da sé.

Potremmo fare molto in queste afose settimane per renderci disponibili ad andare oltre i rispettivi silenzi e le profonde paure. Chi ci impedisce infatti, con la necessaria prudenza, di promuovere piccole “unità di vicinato, andando ancora una volta “due a due”, suonare e bussare alle porte dei nostri condomini, presentarsi, salutare e piano piano coltivare le relazioni corte, anzitutto con gli anziani soli e poi, in generale, nei nostri ambienti di vita più consueti?

di Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma

Servizio del Tgr Rai Lazio

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