Sport e solidarietà: bimbi ucraini a lezione di basket e nuoto

Sport bimbi rifugiati ucrainiAnche lo sport si mobilita per i bambini e ragazzi ucraini in fuga dalla guerra e accolti a Roma.

Luka e Zoia sono due dei minori ucraini giunti in Italia dall’inizio della guerra e ospitati da Caritas attraverso la rete di accoglienza diffusa nelle parrocchie della diocesi di Roma. Insieme alla mamma Tetiana, hanno affrontato un lungo viaggio in treno, lasciandosi alle spalle le loro vite e i loro affetti. Ma i sogni, i desideri, le passioni, tutto quello che rende viva e piena di significato la vita, quello non si lascia mai, anzi nei momenti difficili probabilmente lo si tiene ancora più stretto a sé. Come la passione per lo sport, che i due bambini hanno potuto continuare a coltivare grazie alla rete solidale di società sportive attive sul territorio e in particolare alla collaborazione con Sport Senza Frontiere.

«Abbiamo cercato, il più possibile, di rispondere alle preferenze, attitudini e necessità dei ragazzi – ci racconta Valeria Ciocchetti, educatrice di Sport Senza Frontiere -, ma anche di garantire continuità con le attività già praticate in Ucraina. Non per ultimo, abbiamo tenuto conto della prossimità territoriale delle società sportive di inserimento, prendendo in considerazione gli ostacoli che il disorientamento e la difficoltà linguistica costituiscono in questo particolare momento della loro vita».

Il piccolo Luka aveva un passione per il basket e fin da subito ha incontrato la disponibilità dell’ASD Petriana Basket, che lo ha accolto gratuitamente permettendogli di allenarsi due volte a settimana.

Zoia, invece, in Ucraina praticava il nuoto e così è stata accolta dalla piscina dell’impianto comunale di Battistini, gestito dall’ASD Funsport, versando una quota agevolata.

L’associazione si è occupata anche di effettuare la visita medico sportiva per il rilascio del certificato medico e durante l’estate entrambi i bambini hanno partecipato a un weekend Joy Nature a Capranica e a una settimana nel centro estivo a vocazione sportiva Joy Leonessa.

«Tutto il lavoro – continua Valeria – è stato reso possibile grazie alla collaborazione costante con Caritas e alla disponibilità di tutor e volontari di Sport Senza Frontiere, che hanno costruito con Luka e Zoia un rapporto affettivo, agevolandoli nel processo inclusivo anche attraverso la pratica sportiva. La nostra disponibilità è sempre massima, poiché davvero crediamo che regalare lo sport, soprattutto in circostanze di enorme fragilità sociale come quelle create dalla guerra, significhi per molti ragazzi regalare un pezzo di vita in più!»