10 anni insieme: la festa dell’accoglienza diffusa

«Ogni anniversario è un’occasione per fermarsi, guardare indietro e riconoscere la ricchezza che abbiamo ricevuto. Solo così il cuore si riempie di gratitudine e la festa diventa vera, perché nasce dal desiderio di dire grazie insieme». Con queste parole don Paolo Salvini, vicedirettore della Caritas di Roma, ha aperto la festa per i dieci anni del progetto di accoglienza diffusa, che si è svolta sabato 25 ottobre 2025 nella parrocchia di Sant’Agnese fuori le Mura.

È stato un appuntamento semplice ma intenso, che ha riunito oltre 120 comunità parrocchiali, istituti religiosi e famiglie che in questi anni hanno accolto 820 persone in cerca di un futuro migliore. Una rete di solidarietà quotidiana che, dal 2015, grazie anche alla collaborazione con la Prefettura di Roma, ha permesso a centinaia di persone di ritrovare dignità, autonomia e legami.

«Accogliere non significa solo offrire un tetto, ma condividere la vita. È un incontro che cambia entrambi: chi accoglie e chi è accolto. In comunità si possono fare cose che nessuno potrebbe fare da solo». Le parole di don Paolo Salvini restituiscono il senso profondo di un’esperienza che, più che un progetto, è una storia di relazioni: un cammino che ha generato fiducia, collaborazione e amicizia.

Durante la serata, segnata da testimonianze, musica e momenti di fraternità, si è respirato un clima di gioia e riconoscenza. «Ritrovarsi è un dono. Dopo anni impegnativi, vedersi di nuovo, guardarsi negli occhi e scoprire quanta strada abbiamo fatto insieme è una gioia che ci regaliamo a vicenda».

Guardando al futuro, don Paolo ha annunciato: «Il 12 febbraio 2026 vivremo questo anniversario in un altro modo: sarà l’occasione per proporre alla Chiesa di Roma e alla città una riflessione su quanto è accaduto, per incoraggiare altre comunità a sperimentarsi. Sarebbe bello che tra 10 anni nell’equipe diocesana accanto a noi ci siano tante volontarie e volontari con un’esperienza maturata sul campo».

Dopo dieci anni, l’accoglienza diffusa continua a essere una testimonianza viva di Vangelo: un’esperienza che mette al centro le persone e fa della prossimità la forma più concreta della carità. Un cammino che continua, con lo stesso desiderio di sempre: costruire comunità che accolgono e generano speranza.

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