L’outdoor education è un approccio pedagogico che promuove l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, privilegiando il contatto con la natura e il coinvolgimento di tutti i sensi. Toccare, osservare, muoversi nello spazio e sperimentare con materiali naturali aiuta soprattutto i bambini che incontrano difficoltà nei percorsi educativi tradizionali, spesso a causa di fragilità linguistiche o relazionali.
All’interno del progetto “Per fare un nido ci vuole albero”, finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, questo approccio è stato introdotto nello Spazio Gioco “Ohana” e nel Centro mamma-bambino “Santa Bakhita” della Caritas di Roma.
Le attività proposte permettono ai bambini provenienti da situazioni familiari fragili di apprendere in un contesto sereno, attraverso il gioco e la sperimentazione. Spesso all’aperto, e utilizzando materiali riciclati insieme a elementi naturali come foglie, rametti e conchiglie, i bambini possono esprimere immaginazione, creatività e capacità relazionali senza pressioni.
Un aspetto rilevante emerso dagli incontri con le famiglie riguarda la familiarità dei genitori con questo tipo di gioco: molti di loro hanno trascorso l’infanzia all’aperto, in gruppi misti per età, utilizzando ciò che la natura offriva. Riconoscere questo patrimonio educativo ha rafforzato il loro coinvolgimento, favorendo processi di empowerment che migliorano il clima familiare e il benessere dei bambini.
In entrambe le sedi di progetto i minori possono anche occuparsi dell’orto, osservando la crescita delle piantine, manipolando la terra e scoprendo i prodotti stagionali — in questo periodo, cipolle e insalata. Un’attività semplice che educa alla cura, alla pazienza e alla responsabilità.
Per il centro “Santa Bakhita” è stata avviata inoltre una collaborazione con un maneggio e centro di ippoterapia di Fiumicino (ASD Equitazione per Tutti Onlus), dove ogni sabato bambini e mamme partecipano ad attività con gli animali. Dopo l’iniziale diffidenza, soprattutto delle mamme, i bambini si stanno ora avvicinando agli animali, guidati dagli operatori del maneggio, imparando a rispettare i tempi e ad interagire ascoltando l’altro.