Le tante lingue della democrazia: il Ferrhotel in gita a Roma

Roma è una città che parla molte lingue: quelle della storia, dell’arte, della politica, ma anche quelle più silenziose e preziose, delle persone che arrivano da lontano in cerca di un nuovo inizio. E’ proprio da questa pluralità che è nata l’esperienza in Ferrhotel, il centro di accoglienza della Caritas di Roma per rifugiati e protetti internazionali, di una visita guidata sia ai palazzi istituzionali che alle bellezze artistiche che li circondano, coinvolgendo i nostri ospiti in percorsi di integrazione e formazione civica ed artistica

Sotto l’esperta guida di Piero Bernardo, amico affezionato del centro, nonché appassionato conoscitore della storia e dell’architettura di Roma, accanto ai monumenti dell’antichità e ad alcune basiliche rinascimentali, abbiamo scoperto un altro volto della città che custodisce il presente e il futuro della Repubblica: quello dei palazzi istituzionali. Un itinerario che non è stato soltanto un tour culturale, ma un vero viaggio dentro i valori della Repubblica, alla scoperta dei luoghi dove si prendono le decisioni che riguardano tutti, cittadini e nuovi arrivati.

Questa visita è stata preparata con un incontro tenuto al Ferrhotel dove gli ospiti hanno avuto modo, attraverso immagini e resoconti costituzionali, di vedere non solo artisticamente i luoghi dove ci saremmo recati, ma anche le loro funzioni istituzionali continuando un percorso iniziato lo scorso anno di educazione alla cittadinanza.

L’itinerario è partito dal Palazzo del Quirinale definito anche la “casa degli italiani”, residenza ufficiale del Presidente della Repubblica, garante dei diritti fondamentali. Molti partecipanti hanno seguito con emozione le varie spiegazioni perché per chi arriva da Paesi segnati da instabilità politica, sociale e guerre, ascoltare che esiste un’istituzione dedicata alla tutela dei diritti può avere un profondo valore. Scendendo per i vari vicoli a ridosso del colle del Quirinale siamo giunti a un luogo iconico di Roma “Fontana di Trevi” dove Piero, illustrandoci la storia e l’architettura di questo capolavoro, ci ha fornito una ricca aneddotica riscontrata nei vari particolari della fontana.

Attraversando la piazza dell’Accademia di San Luca ci siamo recati ha vedere i resti dell’Acquedotto romano “Aqua Virgoche alimenta ancora oggi Fontana di Trevi, per poi ammirare nella basilica di Sant’ Andrea delle Fratte i due meravigliosi angeli del Bernini. Attraversando Galleria Alberto Sordi siamo giunti a Palazzo Chigi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri cuore pulsante del potere esecutivo e centro decisionale delle varie politiche ministeriali.

Dopo pochi passi abbiamo raggiunto Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati luogo preposto alla nostra democrazia parlamentare. Anche questo Palazzo fu disegnato dal Bernini ma fu completato da Carlo Fontana. L’aula semicircolare in stile liberty affascina per l’atmosfera di intensa attività politica. Qui si discutono e approvano le leggi che regolano la vita del Paese.

Abbandonata la piazza Montecitorio con la famosa meridiana, ci siamo inoltrati per Piazza Capranica, per poi giungere al Pantheon unico monumento romano intatto con la sua cupola emisferica. Tempio anticamente dedicato a tutti gli dei, al tempo del Regno d’Italia è divenuto luogo di tumulazione della famiglia reale e di illustri personaggi italiani come Raffaello Sanzio.

Proseguendo per la Basilica di Sant’Eustacchio abbiamo raggiunto La Sapienza antica Università di Roma al tempo dello Stato Pontificio ora divenuta l’Archivio di Stato. Entrati nel cortile abbiamo ammirato la famosa cupola della chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza eretta dal Borromini.

Lasciatoci alle spalle l’ingresso principale della Sapienza abbiamo raggiunto Palazzo Madama sede del Senato della Repubblica. Il suo nome deriva da Margherita d’Austria detta la “Madama” che vi abitò nel Cinquecento. L’Aula del Senato oltre a rappresentare una delle sedi del potere legislativo, è uno degli ambienti più importanti della politica italiana. Alcuni del gruppo hanno discusso del valore del voto e dei diritti e dei doveri civici, scoprendo che la democrazia vive quando tutti hanno voce e possibilità di partecipazione.

Questa esperienza conclusasi con la condivisione di un pranzo al sacco nei pressi del giardino di Castel Sant’Angelo, dimostra che l’integrazione non passa soltanto attraverso la lingua e il lavoro, ma anche attraverso la conoscenza dei luoghi dove si esercita la democrazia. Visitare i palazzi istituzionali significa entrare simbolicamente nella vita del Paese, comprenderne il funzionamento, sentirsi parte di una storia collettiva. E’ un piccolo passo, ma fondamentale, perché l’inclusione inizia anche da qui: dalla possibilità di vedere, capire e partecipare alla vita e alla bellezza del Paese ospitante.

Gianpiero Cecconi
volontario al centro Ferrhotel

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