Il Natale dei senza dimora, editoriale di Giustino Trincia

Una città che si prepara con tanto anticipo a vivere il Natale e le Festività, proposte in una chiave sempre più consumistica, dominata dalla “necessità” di acquistare o di vendere qualcosa, ha davvero bisogno di rendersi conto, a tutti i livelli, che per questa moltitudine di persone disperse nei ripari notturni più precari, c’è la necessità e la possibilità di fare molto di più.

Editoriale di Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma

San Giovanni Battista nel Vangelo di domenica (Mt 3,1-12) ci invita tutti alla “conversione”, possibile attraverso la grazia da invocare e che ci dona Gesù per cambiare il nostro percorso di vita e raddrizzare le storture, le vie contorte di certe nostre abitudini e degli atteggiamenti sbagliati che a volte pervadono la nostra quotidianità, le relazioni, le amicizie, il lavoro, il tempo libero, il divertimento e l’uso dei nostri soldi.

Nel celebrare la festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, San Paolo (Ef 1,3-6.11-12), ci ricorda che “In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità…”. L’invito evangelico a ripartire dagli ultimi, dai più piccoli, per invocare la conversione del proprio cuore e del proprio stile di vita, assume così maggiore pregnanza. Il clima invernale ci offre una occasione immediata per raccogliere tale invito. Tra gli ultimi un posto privilegiato spetta forse a quelli meno invisibili e più facili da individuare. Sono coloro che hanno l’unica “colpa” di ritrovarsi a dormire per la strada o in condizioni di assoluta precarietà abitativa. Infatti, come ogni anno da molti anni a questa parte, con il calo delle temperature la loro condizione si aggrava.

Qualche giorno fa il Vicario generale del Santo Padre per la diocesi di Roma, il cardinale Baldo Reina, riferendosi a loro, ci ha invitato a “dare un segno per parlare alle coscienze…. affinché altri possano vedere e porsi il problema e maturare il coraggio di osare, perché a Roma gli spazi di primissima accoglienza per chi vive in strada vanno aumentati di molto.”

La Caritas diocesana di Roma ha accolto questo invito in un duplice modo. Mettendosi al servizio delle comunità parrocchiali disposte ad ospitare una o più persone senza dimora nei mesi più freddi e aprendo un proprio spazio di accoglienza notturna straordinario. Infatti, da mercoledì 10 dicembre 2025 renderemo disponibili, su base volontaria, presso il Polo della carità di Santa Giacinta (in Via Casilina Vecchia, n. 19), 24 posti letto per uomini che vivono per la strada o senza un riparo notturno che sia minimamente dignitoso.

Ecco l’invito è quello di unirvi a noi e ripartire insieme dagli ultimi, il che richiede un farsi in qualche modo avanti e rendersi disponibili a collaborare, donando un po’ del proprio tempo, di ciò che si è in grado di dare per cambiare la realtà. Don Luigi Di Liegro, sosteneva che non si può amare senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere.

Chi vuole aiutarci e camminare insieme a noi, può contattarci o al 3358028700, oppure allo 06 69886120, altrimenti basta scrivere un’e-mail a direzione@caritasroma.it. È chiaro che non si tratta di una soluzione al problema ma all’emergenza di dovere dormire per la strada, sotto una tenda, in una roulotte malmessa, in un’auto o in qualche giaciglio. Si tratta però di una testimonianza di carità con cui contribuire a scuotere la città dal torpore; dalla rassegnazione con cui nei decenni è cresciuta l’assuefazione al fatto che migliaia di persone contano sempre di meno, al punto che possono pure essere privati del diritto ad un tetto, al riparo, alla speranza di poter uscire da quello che per moltissimi di loro non è una scelta ma un autentico incubo senza possibilità di uscirne.

Una città che si prepara con tanto anticipo a vivere il Natale e le Festività, proposte in una chiave sempre più consumistica, dominata dalla “necessità” di acquistare o di vendere qualcosa, ha davvero bisogno di rendersi conto, a tutti i livelli, che per questa moltitudine di persone disperse nei ripari notturni più precari, c’è la necessità e la possibilità di fare molto di più e questo senza sottovalutare ma, anzi, apprezzando il rinnovato sforzo degli ultimi anni dell’Amministrazione pubblica!

Roma, 8 dicembre 2025

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